Elezioni, intervista a Borgonzoni: 'Lega spesso e volutamente fraintesa'

La candidata al Senato per la Lega promette: "Da eletta non lascerò Bologna: sarà consigliera a costo zero. Per me sarà un onore mantenere le promesse fatte ai cittadini"

Lucia Borgonzoni è candidata al Senato con la Lega alle imminenti elezioni politiche. La fedelissima di Matteo Salvini che alle passate Amministrative è arrivata al ballottaggio con Virginio Merola è già nel pieno della campagna elettorale e spiega con quale spirito sta affrontando questa sfida, promettendo che il suo più grande obiettivo sarà quello di portare le istanze della nostra città ai "piani superiori" della politica.

Lucia Borgonzoni candidata al Senato con la Lega: come è avvenuta la decisione della candidatura e come l'ha accolta? 

"Credo che sia un'opportunità che il movimento mi ha dato per portare avanti le istanze di Bologna, portarla 'a un piano sopra'. A quei piani chhe spesso decidono per noi: abbiamo poco il margine di cambiamento per una decisione presa a Roma...Ho accettato e sono felice perchè la Lega dimostra così di credere nella bontà del lavoro che ho fatto in mezzo ai bolognesi. Premetto che non lascerò il Comune: diventerò un cosigliere a costo zero. Per intenderci: il lunedi consiglio comunale a Palazzo d'Accursio e martedi portare le istanze in Parlamento. Un conto è chiedere a dei delegati e un conto è avere un eletto a Roma, qualcuno che faccia una mozione, un'interrogazione....è la speranza di ottenere qualcosa in più per la nostra città. Ho avuto fin da subito un grande sostegno da parte dei cittadini, che però mi chiedono anche di ricandidarmi alla prossime Amministrative. Una grande soddisfazione è stata quella di avere il sostegno di persone che si occupano di politica, ma in schieramenti non vicini al mio: significa che il mio lavoro è stato riconosciuto dai colleghi nonostante i punti di vista siano differenti".  

Gli altri partiti e movimenti secondo lei sono meno credibili (nelle scelte dei candidati e nelle promesse) rispetto alla Lega?

"Quello che dico sempre è di guardare oltre i programmi elettorali, che lasciano il tempo che trovano e hanno sempre un taglio vicino all'elettorato. Penso che sia sufficiente guardare cosa succede nei comuni nei quali si governa: per quanto ci riguarda per esempio, possiamo osservare la Lombardia e il Veneto. Si sono messe in pratica le promesse? I nidi gratuiti in Lombardia ci sono già:le cose che abbiamo promesso le trasformiamo in realtà e la gente giudica anche quello.

Quando diciamo 'prima gli italiani' per le case popolari e non solo, significa che l'intento è portare questo concetto nella realtà. A Bologna per esempio il problema lo abbiamo sollevato perchè ci delle tensioni sociali. Gli altri candidati? Sulla candidatura di Pierferdinando Casini la mia l'ho già detta: parliamo di una persona che è stata per anni all'interno di uno schieramento sempre antagonista al Partito Democratico, facendo un'opposizione che nulla aveva a che spartire con la Sinistra. Ed eccolo qua! Senza faccia: la politica deve essere fatta di ideali, di visioni per migliorare la vita. La gente critica molto questa candidatura, ma poi nel momento del voto non si sa. Errani? Una gestione del terremoto imbarazzante, ma Bologna non è zona terremotata, si fosse candidato in quei territori sarebbe un disastro. Mossa scaltra candidarlo a Bologna, dove potrebbe tirare più di Bersani". 

Su quali temi basate la campagna elettorale e su quali argomenti secondo lei la Lega verrebbe fraintesa? 

"La Lega Nord è volutamente fraintesa. Concetti continuamente estrapolati e ricontestualizzati laddove assumono altri significati: si ha paura perchè stiamo crescendo molto? I nostri programmi si basano su radici imprescindibili: lavoro, salario minimo, pensioni, abolizioni della riforma Fornero, questione della natalità e Iva allo zero su prodotti per l'infanzia da 1 a 3 anni e Iva al 4% su quelli per la fascia 3-12 anni. Vogliamo dare l'opportunità agli italiani di faare figli e ai figli cresciuti di essere indipendenti e poter uscire dalla casa dei genitori. 

Un tema importante è senza dubbio quello dell'immigrazione: basta alla deportazione (di questo parliamo!) di persone dall'Africa: nuovi schiavi, che quando finiscono i soldi delle cooperative non hanno futuro e finiscono nelle mani della criminalità organizzata. Oggi il nostro welfare non regge. Non siamo riusciti a dare delle prospettive a tanti italiani e a tanti stranieri arrivati prima, non possiamo darle a chi arriva oggi.  

Poniamo che il 4 marzo venga eletta, quali sono le tre promesse che manterrà e alle quali darà la priorità?

"Uno, rimarrò a disposizione dei cittadini che vengono in Comune a Bologna, Due, agire sulla grande questione dell'hub di via Mattei. Tre (certa che alle elezioni vincerà il centrodestra) un rilancio di Bologna dal punto di vista culturale-artistico. Lavorare su un'idea di turismo di livello, che non si limita a una compagnia aerea che fa scalo a Bologna e un concreto aiuto alla zona dell'Appennino e alle aziende che lì stanno morendo". 

Teme l'astensionismo? Da cosa deriva la svogliatezza dell'elettorato e come secondo lei va riacceso l'interesse per la cosa pubblica?

"Lo temo ricordando le Regionali del 2014. In Emilia-Romagna è stato un dato quasi shock: ci dispiace perchè vuol dire che non arriviamo alle persone. Il crimine della politica è quello di aver tolto la speranza. Il "tanto non cambia niente" è la frase che si sente e che ci rimanda a questo declino. La politica è in tutto quello che facciamo. Bisogna votare. Ai cittadini chiediamo di impegnarsi, questa legge ci da l'idea di poter scegliere: tornate a credeteci in una grande Italia. L'unico timore sulle elezioni è che le persone possano pensare di fare il voto disgiunto. Ricordo che la scheda in questo caso viene annullata". 

La campagna elettorale è stata aperta e ha già avuto modo di incontrare gli elettori in diversi contesti: cose le chiedono? Cosa le dicono?

"Mi chiedono di non abbandonare Bologna. Sono fortunata a poter lavorare con i cittadini, lo faccio stando in mezzo alla gente e ascoltandola. E' un onore poterlo fare ed è anche per un me un piacere" 

Quali sono le parole chiave della campagna elettorale, i concetti che in modo semplice e chiaro sintetizzano il programma suo e del suo partito?

"Territorio, rilancio del Paese, sicurezza. Sono solo alcune".

In consiglio comunale, a seguito dei fatti di Macerata, è stata attaccata dai centri sociali e sono comparsi anche dei graffiti anti-Lega  (QUI IL VIDEO): cosa dice a riguardo?

"Il problema è che ci sono persone che a Bologna pensano di poter dire e fare quello che vogliono. L'altro giorno, di fronte a una aggressione come quella che ho sibito, lo ricordo durante un consiglio comunale, il capogruppo del PD ha pronunciato la frase chi semina odio raccoglie tempesta. Dove è finità tutta la sensibilità che il partito riserva al trattamento e al maltrattamento delle donne? Sui graffiti: mi auguro che gli autori vengano individuati, in modo che loo stessi ripuliscano quei muri che hanno imbrattato a spese di tutti". 

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