Sangiorgi, primo sindaco donna: "Non solo retorica, le imolesi verranno valorizzate"

"Il M5S ha già delle donne preparatissime che amministrano con profitto realtà importanti del calibro di Roma e Torino". La nuova sindaca dedicherà mezza giornata a settimana per incontrare i cittadini

Il primo sindaco donna in Italia fu Ada Natali: eletta nel 1946 fu la prima cittadina del comune di  Massa Fermana nel marzo, fino al 1959. Il primo sindaco donna di Imola è Manuela Sangiorgi, eletta al ballottaggio del 24 giugno dopo un primo turno che l'ha fatta entrare in "sfida" con la candidata del centrosinistra Carmen Cappello, che ha poi battuto ottenendo un 55,44% dei voti. 

Ieri la proclamazione, adesso al lavoro. La neo-eletta sindaca di Imola conferma fra le altre cose la promessa fatta in campagna elettorale legata al rapporto diretto con i cittadini: si deciderà una mezza giornata a settimana "a porte aperte" per un confronto diretto. Il ruolo di primo cittadino non spaventa nemmeno un po' la Sangiorgi: «Non sono assolutalmente spaventata e non ne avrei nemmeno il tempo; c'è tanto da lavorare e sono focalizzata solo su questo». 

Come ci si sente ad essere il primo sindaco donna di Imola?

«Essere il primo Sindaco donna di Imola è effettivamente un ulteriore elemento di novità nell'amministrazione della nostra città. Il M5S ha già delle donne preparatissime che amministrano con profitto realtà importanti del calibro di Roma e Torino. Sia Virginia Raggi che Chiara Appendino si sono prodigate per sostenere la mia campagna elettorale, una ulteriore conferma della sinergica visione politica pentastellata». 

Fra le tante cose da mettere in campo ci saranno anche sostegni rivolti alle donne imolesi? 

«Assolutamente sì, da donna sarò attentissima a tutti i progetti e sostegni atti a valorizzare le nostre concittadine perchè su questa tematica non ci si può fermare alla sola retorica».

Quali sono state le congratulazioni più gradite dopo il risultato elettorale?

«C'è stato un genuino affetto generalizzato: una stretta di mano, un augurio o il semplice sorriso di un passante sono stati doni spontanei che conserverò tra i ricordi di questi giorni».

La cosa che la spaventa di più a questo punto? Come ha detto sarà il sindaco di tutti: ha già pensato alle modalità con cui mettersi a disposizione dei cittadini?

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«Non sono assolutalmente spaventata e non ne avrei nemmeno il tempo; c'è tanto da lavorare e sono focalizzata solo su questo. Sì, come annunciato in campagna elettorale dedicherò mezza giornata alla settimana per l'ascolto diretto dei cittadini e stiamo individuando un ufficio facilmente accessibile per una tematica che, personalmente, mi sta molto a cuore».

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