Bologna città aperta. Le proposte dei candidati per la città che verrà: casa, mobilità, sicurezza e degrado.

Primo faccia a faccia per la corsa a Palazzo d'Accursio: a San Giovanni in Monte la contestazione a Merola e le proposte dei cinque candidati per una città più bella, vivibile e sicura.

Sala Prodi in San Giovanni in Monte affollatissima per il primo confronto fra i cinque candidati sindaco della città organizzato da Laboratorio Urbano: Stefano Aldrovandi, Manes Bernardini (Lega-Pdl), Massimo Bugani (Movimento 5 Stelle), Daniele Corticelli (Bologna Capitale) e Virginio Merola hanno avuto dodici minuti a testa per descrivere le strategie che adotterebbero per le politiche legate all’urbanistica, e non solo.


Gli interventi, susseguitisi in rigoroso ordine alfabetico e colorati da qualche ammiccamento e da una paio di commenti da parte del pubblico si sono concentrati su tema casa, mobilità e vivibilità. Ma l’atmosfera già calda a causa del sovraffollamento dell’aula, gremita di cittadini, giornalisti e sostenitori, è diventata incandescente durante l’ultimo intervento, quello di Virginio Merola (ex assessore all’urbanistica), che rispondendo alle critiche sulle politiche urbanistiche portate avanti a Bologna e provincia negli ultimi 30 anni ha parlato di: “declino della classe dirigente e del ceto politico di Bologna negli ultimi 10 anni” suscitando fischi e contestazioni.

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Lo sfogo di Merola si è consumato subito dopo fuori dall’aula. Il candidato del centrosinistra ha commentato l’accaduto con i giornalisti, definendo l’incontro un confronto “inutile” e parlando di claque:  “Andrò solo ai prossimi incontri organizzati da Cna e Unindustria”. La replica di Stefano Aldrovandi: “Io vado dove mi chiamano, però ci vado solo se c’è Merola, perché altrimenti non mi diverto”.


 

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