Svolta sul giallo del fascicolo Merola: la stessa impronta su più buste

Individuate le presunte impronte digitali del "corvo", autore delle lettere anonime inviate ai circoli del Pd insieme a un dossier infamante rivolto al candidato del centrosinistra. Merola: "Ottima notizia"

Primi risultati sulle impronte digitali prelevate dalle buste anonime inviate ai circoli del Pd e contenenti il dossier diffamatorio che riguarda il candidato sindaco Virginio Merola. “Se la notizia è confermata - commenta - è un’ottima notizia. Bisogna avere fiducia nella magistratura e nella sua indipendenza”. Esprime così la soddisfazione per l’identificazione della medesima impronta su due buste, compresa fra le 40 repertate. Potrebbe trattarsi di una vera svolta per le indagini nate dalla denuncia di Merola e seguite dal procuratore Valter Giovannini.

La procura di Bologna aveva chiesto a Merola di consegnare tutte le 13 buste e copie del dossier recapitati ai circoli e, qualora questo materiale fosse stato effettivamente maneggiato con cura, la traccia ricorrente (presente sui documenti recapitati a San Ruffillo, in via Battaglia, Pontevecchio e via Ortolani) apparterrebbe a chi ha effettuato la consegna e forse anche all’autore stesso delle lettere.

DNA. I francobolli utilizzati non sono quelli adesivi, per cui si presuppone che contengano ulteriori tracce di saliva (e quindi di DNA) e già nelle scorse settimane il procuratore aggiunto Valter Giovannini insieme al sostituto procuratore Giuseppe Di Giorgio, hanno affidato alla professoressa Susi Pelotti, esperta nella ricerca dell’impronta genetica, tutti gli accertamenti.

DOSSIER. Dopo che il fascicolo anonimo contro il candidato del centrosinistra ed alcuni dirigenti del Pd fu inviato ai circoli di partito e divulgato Merola fu ascoltato dai magistrati (febbraio 2011) in quanto persona informata sui fatti e parte lesa dalla Procura di Bologna. Con il procuratore aggiunto Valter Giovannini e il pm Giuseppe Di Giorgio, Merola parlò di “brogliaccio pieno di veleni” viste le minacce che avrebbe ricevuto nel corso di un incontro elettorale. I due fascicoli aperti dai pm riguardano il dossier anonimo (fascicolo conoscitivo senza reati ne’ indagati) e l’esposto presentato successivamente dallo stesso Merola tramite l’avvocato Vittorio Manes in relazione a quelle accuse, in cui si ipotizza diffamazione, calunnia e l’interferenza con l’esercizio dei diritti politici.


 

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