Candidati, Ulivieri: "Non parlo politichese, difendo i diritti dei disabili e delle loro famiglie"

Ulivieri è nella lista Emilia-Romagna Coraggiosa: "Ho subito attacchi da persone che non hanno desiderio di comprendere e informarsi, ma solo di gettare fango vedendo il male ovunque. Mi è stata addirittura bloccata la pagina Facebook"

Maximiliano Ulivieri è candidato alle prossime Elezioni Regionali con Emilia-Romagna Coraggiosa a sostegno del presidente uscente Stefano Bonaccini. Toscano di nascita e Bolognese per scelta, Ulivieri è famoso a livello nazionale per alcune battaglie che hanno tanto fatto parlare di lui, prima fra tutti quella dell'assistenza sessuale per i disabili: "Ancora troppi tabù, in questi giorni critiche e insulti. Mi hanno anche bloccato la pagina Facebook. E il mio obiettivo principale è garantire a tutti la libertà di scegliere". 

Candidatura per le Regionali: perché proprio con Coraggiosa? Quali sono i valori che ti legano a questa lista? "Tempo fa ho parlato a un convegno in Emilia-Romagna dove sono stato invitato per esporre i progetti che porto avanti da anni per i diritti delle persone con disabilità. In quell’occasione mi ascoltò Elena Ethel Schlein, detta Elly, ora capolista di Coraggiosa (QUI L'INTERVISTA). Due mesi fa mi chiama raccontandomi di questa nuova lista e del motivo per cui sarebbe stata felice di una mia candidatura. Ci tengo a riportare le sue parole: «Abbiamo costruito Coraggiosa come uno spaccato di società Emiliano romagnola, in modo inclusivo e plurale, e volevamo che dentro a questo progetto avessero voce tante battaglie e sensibilità. Tu porti avanti molte battaglie importanti per i diritti delle persone con disabilità. Nessuno meglio di chi vive le discriminazioni sulla propria pelle può rappresentare queste istanze nei luoghi dove si decide e dove bisogna avere attenzione che le scelte politiche siano inclusive e abbattano le barriere che dividono la società.» Me ne innamorai subito. Conoscevo già Elly e aveva la mia stima per la caparbietà e le lotte per l’ambiente e contro ogni discriminazione. Dunque, ho accettato di candidarmi. 

È comunque in appoggio a Bonaccini: ai suoi 5 anni di governo che voto dai? "Se dovessi dare un voto da 1 a 10 direi 8. È una persona con un forte carattere. Ha idee chiare e un’ottima capacità di esporle. Ha un sano ego. Per sano ego intendo essere sicuri di sé e difendere le proprie idee ma sa anche ascoltare. Mi rammarico solo che in quella giornata dove era presente anche Elly non mi ha ascoltato perchè aveva altri impegni dopo il suo intervento. Conosce però le mie battaglie e sono convinto che le condivide". 

Cosa c'è da migliorare in Emilia-Romagna in quando a servizi, in particolare a favore delle persone con disabilità? "10 anni fa ho scelto di vivere a Bologna. Ho scelto di vivere in questa città e in Emilia-Romagna perché ho sempre apprezzato l’attenzione data alla sanità, ai più deboli e il coraggio di abbattere le discriminazioni. Negli anni questa scelta si è consolidata e ciò che avevo percepito è sentito si è confermato. L’Emilia-Romagna è tra le regioni che si è data più da fare per le persone con disabilità. Diciamo che più che migliorare c’è bisogno di continuare su questa strada e credo che più alleati e aiuto si hanno e più questo sarà possibile". 

È la sua prima candidatura in Regione, anche se è conosciuto a livello nazionale: perché votarla? "Questa è una domanda “politichese” ed io non sono bravissimo in questa lingua. Posso rispondere che il principale motivo non deve essere il mio nome ma i punti del programma che porto nella candidatura. Potrei dire che il motivo è che difendere i diritti delle persone con disabilità non è solo una buona pratica per chi è disabile o per le famiglie con persone disabili. È una buona pratica per tutti, perché chi difende un diritto difende il diritto di tutti"

Una delle sue battaglie più discusse è quella per l'assistenza sessuale: ce la spiega? "Le discussioni su queste battaglie molto spesso sono scaturite da una non conoscenza. Da informazioni errate e superficiali. Sono scaturite dal fatto che si tocca un argomento che è spesso tabù per molti, ossia la sessualità. Spiegarla bene ci vorrebbe l’intero vostro giornale e non so se basterebbe visto la complessità di tale figura. Innanzitutto, il termine da noi usato si è evoluto nel tempo perché ha tenuto più fede a ciò che in realtà viene insegnato agli operatori nei corsi di formazione e soprattutto è più fedele allo scopo di questa figura. La denominazione attuale è O.E.A.S. (operatore all’emotività, all’affettività e alla sessualità). Parte dal principio che ogni essere umano deve avere la libertà di scelta e si fonda sulla consapevolezza che molte persone con gravi disabilità non hanno questa opportunità e soprattutto ha come scopo principale quello di dare autonomia alle persone che faranno un percorso con gli operatori. Il percorso si orienta al fine di rendere autonome e autodeterminate le persone con disabilità anche nella sfera affettiva, relazionale e sessuale. Ovviamente laddove questa autonomia sia possibile.

Mi auguro che le persone interessate a questo argomento mi contattino così da spiegare al meglio di cosa si tratta. Concludo solo dicendo che lo staff del Comitato “LOVEGIVER” è formato da professionisti conosciuti e stimati in tutta Italia. Come il Dott.re Fabrizio Quattrini, psicologo e psicoterapeuta responsabile dell’istituto italiano di sessuologia scientifica di Roma. Infine, che sul nostro operato è stato fatto un documentario trasmesso su RAI3".

Questo argomento lo sentì ancora un tabù in Italia? "Tutti gli argomenti che riguardano scelte intime personali sono tabù. Lo è se si parla di matrimoni omosessuali. Oppure di eutanasia. Figurati se si parla di sessualità. Il sesso in Italia è un tabù per molti, a prescindere da razza, età o condizione fisica. In questi giorni ho subito attacchi anche sui social da persone che non hanno desiderio di comprendere e informarsi ma solo di gettare fango vedendo il male ovunque. Addirittura, oggi (9 gennaio ndr) mi è stata bloccata la pagina Facebook. Ovviamente questo è dovuto a una seria di segnalazioni organizzate. Naturalmente non ho commesso nessuna violazione ma Facebook blocca in automatico se ci sono varie segnalazioni. Adesso gli scriverò e sicuramente mi verrà sbloccato ma passerà un paio di giorni. Uno se mi va bene".

Quali sono i punti principali della sua campagna elettorale? "Direi che i punti principali possono tutti racchiudersi in una macro-tematica: la vita indipendente. In questo caso ogni punto del nostro programma, perché non voglio definirlo solo mio, è condiviso e approvato da tutta la lista Coraggiosa, è in prospettiva quello di rendere al massimo possibile questa vita indipendente. Dunque, concerne nell’attivarsi in tutte quelle situazioni che la rendono tale: la possibilità di muoversi liberamente, quindi i mezzi di trasporto accessibili e l’abbattimento delle barriere architettoniche. La possibilità di comunicare, usando le tecnologie poi moderne che ti permettono eventualmente di sopperire a problematiche fisiche di comunicazione. Avere un lavoro che ti dia la possibilità di sostenere il tuo stato di indipendenza ma anche la propria dignità. Avere la possibilità di scegliere per sé stessi l’assistenza di cui si ha bisogno e come utilizzarla. Decidere come vivere la propria vita indipendente. Come e dove. Tutti i punti del programma sono in questa direzione: la massima autonomia possibile. La libertà di scegliere".

Cosa pensa dei principali candidati e del modo con il quale stanno conducendo le loro campagne elettorali? "Se ci riferiamo ai candidati di Coraggiosa ne penso in modo positivo. Ognuno ha le sue competenze e cerca di presentarle al meglio delle proprie possibilità di comunicazione e spostamenti. Alcuni sono sicuramente più in vista di altri e dunque hanno un vantaggio. Non ritengo però sia una gara. Quello che apprezzo di più nella comunicazione è il dare più spazio alle proprie idee rispetto al bocciare le idee altrui. Preferisco la politica del fare piuttosto di quella del disfare. Preferisco sconfiggere un eventuale nemico elettorale in opposizione alle mie idee con altre idee piuttosto che attaccarlo e basta. Insomma, lascio ad altri la politica dell’odio che tanto va di moda da tempo. Per fortuna non è il modus operandi di Coraggiosa e dei suoi candidati". 

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Sente la partecipazione dei cittadini e pensa che il 26 gennaio 2020 sarà un voto partecipato? "Direi proprio di sì. Paradossalmente tutto l’odio che una certa politica ha portato tra i cittadini ha fatto si di scuotere tutte quelle persone per bene che hanno compreso come sia giunto il momento di far capire che non è quella l’Italia. Andranno a votare e spero sia un voto coraggioso".

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