L'appoggio di Pizzarotti a Bonaccini: "Conosce ogni angolo della Regione. Borgonzoni non so..."

L'INTERVISTA. Il sindaco di Parma e presidente di 'Italia in Comune': "I 5 Stelle. Non se la passano bene perché una volta al governo hanno dimostrato poca concretezza. Parlo invece agli elettori delusi dicendo loro che siamo di fronte a un momento storico"

Federico Pizzarotti

Il movimento del sindaco di Parma Federico Pizzarotti sostiere la candidatura di Stefano Bonaccini. L'appoggio di Italia Comune al governatore uscente dell'Emilia-Romagna era stato formalizzato già lo scorso 30 novembre durante la prima assemblea programmatica della lista e accolta con soddisfazione da Bonaccini: "Avete portato un civismo propositivo e concreto, orgoglioso che farete parte della mia lista civica. Chiediamo insieme un voto per l'Emilia Romagna" le sue parole. 

"Bonaccini ha ben amministrato questa Regione e lo testimoniano i tanti sindaci e amministratori locali che hanno sottoscritto un appello per la sua ricandidatura - ha detto Pizzarotti - Il centrosinistra, qui, ora, adesso, deve tornare a rappresentare gli italiani delusi e sfiduciati, anche chi ultimamente è tornato a occupare liberamente e pacificamente le piazze. Ma finisca oggi il tempo di avere paura dell'avversario e dei percorsi timidi nelle scelte valoriali e ideali sul campo dei diritti, del lavoro e sul futuro dell'Italia".

Per il "Bonaccini bis" c'è anche Pizzarotti

Italia in Comune, il nuovo partito che alle Regionali sostiene Bonaccini: quali sono le tre parole d'ordine per questa nuova realtà politica? 

"Ambiente, istruzione e sicurezza nelle scuole, Europa. Dentro a queste parole ci sono il futuro dell’Emilia Romagna e dell’Italia. In sette anni Parma è diventata un modello nazionale di difesa dell’ambiente e di qualità della vita: siamo candidati a rappresentare l’Italia come European Green Capital 2022. Si può e si deve investire di più nella transizione ecologica. Istruzione: abbiamo investito più di 50 milioni di euro portando le nostre scuole, in fatto di sostenibilità, qualità e sicurezza sopra la media nazionale. Possiamo farlo anche per le scuole di tutta la regione. Infine l’Europa: l’Emilia Romagna è una delle regioni italiane più connesse col Continente. Vogliamo tornare indietro e chiuderci a riccio isolandoci dal mondo?"

Bonaccini/Borgonzoni: quali sono secondo lei le principali differenze fra i due candidati? Come stanno conducendo le loro campagne elettorali? Anche secondo lei Lucia Borgonzoni è oscurata da Matteo Salvini?

"La competenza e la conoscenza. Bonaccini conosce ogni piccolo angolo remoto dell’Emilia Romagna: conosce perfettamente pregi e difetti della regione e sa perfettamente cosa deve migliorare e cosa può essere mantenuto. Lucia Borgonzoni, da che io sappia, ha affermato che se sarà eletta gli ospedali resteranno aperti anche di notte e la domenica: le pare un’affermazione di chi conosce l’eccellenza della nostra sanità? In giro per il territorio, poi, si vede Salvini e non lei". 

Qual è la sua proposta di regione?

"E’ la risposta alla sua prima domanda: una regione ad alti livelli per ciò che riguarda la tutela dell’ambiente e la qualità della vita, premurosa e attenta verso l’istruzione e la sicurezza scolastica, aperta all’Europa e alle grandi opportunità che offre agli emiliano-romagnoli".

M5S: cosa si aspetta dalle Regionarie? Secondo lei ad oggi qual è l'identità  degli elettori grillini? Ex Sinistra, ex Destra...

"Non voglio entrare nel dibattito interno ai 5 Stelle. Non se la passano bene perché una volta al governo hanno dimostrato poca concretezza. Parlo invece agli elettori delusi dicendo loro che siamo di fronte a un momento storico. Si deve scegliere se stare dalla parte di un’Emilia Romagna che guarda al progresso o dalla parte di chi vorrebbe isolare dal resto d’Europa la nostra terra, una delle più ricche e motore dell’Ue".

Secondo lei qual è la mappa politica dell'Emilia-Romagna? Da quale zona potrebbero arrivare delle sorprese il 26 gennaio? 

"Dipende dal numero degli indecisi, che sceglieranno il proprio governatore nel segreto dell’urna. Non mi piace fare previsioni, ma sono convinto che gli emiliano-romagnoli, gente pragmatica e con le maniche rimboccate, sappiano distinguere le parole al vento della Lega dal buon lavoro fatto finora e dai progetti futuri. Parma l’ha saputo fare, e oggi siamo diventati Capitale Italiana della Cultura".

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