Regionali, Davi: "Un testa a testa già una vittoria per il centrodestra. Sardine? Comunque vincitrici"

L'INTERVISTA. Il noto opinionista esperto di politica e comunicazione analizza la gara Bonaccini-Borgonzoni: "Le Sardine sono già vincitrici perchè avranno un ruolo sia che vinca il PD, sia che vinca la Lega"

Klaus Davi

Conto alla rovescia per le Elezioni Regionali in Emilia-Romagna: domenica si vota per decidere il nuovo governo locale e fra Sardine, visite di Matteo Savini (ieri è stato a San Lazzaro), polemiche sul caso Bibbiano e commenti alle campagne elettorali dei vari schieramenti il clima resta caldo. Klaus Davi ci ha dato il suo punto di vista da esperto di politica e comunicazione, riflettendo su quello che stiamo vedendo nelle piazze, ai comizi, sui giornali. 

SPECIALE | Elezioni regionali Emilia Romagna 2020

In Emilia-Romagna il clima pre-elettorale è caldo e domenica una piazza di Bologna è stata invasa da circa 40 mila Sardine. Cosa pensa di questo movimento? Che caratteristiche e quali meriti ha gli si possono attribuire? Secondo lei potrebbe essere la base di un nuovo partito politico? 

"Le Sardine hanno rappresentato un importante fattore psicologico per il centrosinistra visto che sono tornati ad occupare una piazza dopo un periodo di dominio da parte di Salvini e di altri gruppi non di Sinistra come i grillini. Il fenomeno delle Sardine ha di fatto restituito protagonismo a un'area politica da tempo ammutolita, che ora vede consolidata la sua base e parla ai giovani, svecchiandosi. Ciò è stato positivo per i soggetti sfiduciati che si erano rivolti al Movimento5Stelle. Dal mio punto di vista le Sardine sono già vincitrici delle elezioni perchè avranno un ruolo sia che vinca Bonaccini, sia che vinca Borgonzoni: qualora venisse confermato il candidato di centrosinistra porteranno nuovi interlocutori, se dovesse prevalere la Lega avranno aggiunto un forte elemento di novità. nato come reazione alla paura del dominio culturale del sovranismo". 

Da esperto di politica e di comunicazione le chiedo se ha seguito la campagna elettorale dei due principali candidati e cosa ha notato: visual e manifesti, colori e slogan, post e presidio sui social...come hanno sfruttato i social Bonaccini e Borgonzoni? 

"Sì, sto osservando questa campagna elettorale. Una campagna forzata dalle istanze nazionali, visto che è un voto che cade in un momento politico molto caldo. Stefano Bonaccini è stato bravo a non cadere nella trappola dell'antisalvinismo, non ha fatto troppi attacchi al leader della Lega, si è limitato a sottolineare che dopo il voto non governerebbe lui l'Emilia-Romagna, ma dall'altro canto ha raccontato la sua regione troppo in termini solo positivi, definendola come 'la migliore': un atteggiamento molto pericoloso. Mi viene in mente Tony Blair al suo secondo mandato, quando ammise di aver fatto degli errori che avrebbe cercato di non ripetere. A livello di comunicazione gli critico la barba: il viso secondo me è bene che sia leggibile, un po' alla maniera berlusconiana insomma...

Lucia Borgonzoni: candidato praticamente assente, ma con un forte marchio alle sue spalle. Debole la sua proposta e presumibilmente debole per un elettorato competente come quello emiliano-romagnolo. Il concetto che è emerge è un po' il paghi uno e prendi due: Borgonzoni e Salvini. 

Se la sente di fare una previsione del voto? 

"Da quello che ho visto dai comizi, a livello di presenze Salvini va forte, ma non possiamo sapere se queste presenze si tradurranno in voti. Se si arrivasse a un testa a testa sarebbe già una vittoria per il centrodestra". 

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