Neo-assessori, al Lavoro c'è Vincenzo Colla: "Tenere insieme sviluppo e lavoro, sgonfiare la bolla della precarietà"

INTERVISTA. L'ex segretario regionale della Cgil: "Uno dei temi da affrontare è quello delle nuove tecnologie. La chiamano crisi ma è un grande cambiamento"

Vincenzo Colla

Il riconfermato presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha nominato la sua nuova giunta. Un assessorato importante, quello allo Sviluppo economico, Lavoro, Formazione, Green Economy è stato affidato al 58enne piacentino ex segretario regionale della Cgil, Vincenzo Colla. La scelta, che non è stata una sorpresa dell'ultimo minuto, era già stata accolta in modo positivo qualche giorno fa tra gli altri anche da Virginio Merola, Alberto Vacchi e Serse Soverini

La nuova squadra di Bonaccini - VIDEO

"La mia sfida e le mie priorità? Tenere insieme sviluppo e lavoro, sgonfiare la bolla della precarietà e dell'illegalità e fare investimenti in una formazione che crei lavoro e che non sia fine a se stessa": queste le parole del neo-assessore Vincenzo Colla, che ha spiegato in un'intervista come affronterà il suo nuovo incarico. 

Dunque, da dove partiamo sul tema lavoro e occupazione? "Intanto devo dire che in un mandato è già stato fatto un lavoro enorme visto che il tasso di disoccupazione in regione è sceso dall'11% al 5% e sono stati fatti inoltre investimenti importanti. Il problema è dato dal numero di ore lavorate, che diminuisce e diventa quindi 'lavoro povero'. Uno dei temi da affrontare è quello delle nuove tecnologie e di quella mediazione necessaria fra lavoro e umanesimo, considerando che l'innovazione non fa paura se crea sviluppo. C'è bisogno di un salto culturale che arrivi a una competenza in grado di governare la tecnologia. La chiamano crisi, ma è in realtà un grande cambiamento". 

Fra le categorie più esposte abbiamo quella dei riders e dei fattorini, che fra l'altro si sono spesso mobilitati per avere maggiori tutele e diritti..."Lavoro subordinato e lavoro autonomo: in questo contesto siamo borderline. Tutto il lavoro dignitoso è una ricchezza e il lavoro dignitoso per essere tale non ha bisogno di norme, ma di investimenti. Il rischio resta sempre quello della svalutazione dei diritti e questo va senza dubbio evitato. Faremo in modo che flessibilità non significhi precarietà". 

Mercatone Uno, La Perla, Les Copains, Saeco...abbiamo seguito e stiamo ancora seguendo le vicende di alcune grandi imprese del territorio in crisi con molti dipendenti a rischio. Cosa si potrà fare? "Appena formalizzato il mio ruolo ne discuterò con la Regione. Tutte le imprese citate, insieme a tante altre, sono aziende che hanno fatto la storia e la competenza di alcuni settori specifici, delle eccellenze emiliano-romagnole. E i posti di lavoro che sono a rischio sono posti di lavoro che non possiamo permetterci di perdere. Inoltre per molti dei casi citati parliamo anche del tema del lavoro femminile, che in regione ha già dei livelli importanti, ma che non devono essere considerati assoluti".   

Le sardine, gli ambientalisti dei Friday for Future e anche gruppi di lavoratori in protesta come i già citati riders/drivers. Quanto contano le manifestazioni pubbliche sui temi e le problematiche legate al lavoro? Si era un po' persa l'abitudine di scendere in piazza? "Rispetto a un Tweet direi che la piazza è una reazione politica di senso se rispetta la democrazia ed è un'azione molto importante". 

Primo giorno da assessore regionale: la lista dei to do"La sfida sarà principalmente quella di tenere insieme sviluppo e lavoro, sgonfiare la bolla della precarietà e dell'illegalità e investire in un tipo di formazione che sia in grado di creare lavoro e non di essere solo formazione per la formazione. Cominciamo da qui per poi affrontare argomenti già citati come quello del lavoro femminile". 

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