Regionali 2019, il governatore Bonaccini ancora in forse per il bis

Rumors in casa dem lo vorrebbero candidato renziano per sfidare Zingaretti alla segreteria nazionale. E il Pd in regione trema

Ricandidato alla guida dell'Emilia-Romagna tra un anno, ma anche "pronto a dare una mano" per il rilancio del Pd. Non si scioglie ancora, non del tutto, il dilemma sul bis Stefano Bonaccini in viale Aldo Moro.

Va detto che il presidente sta lavorando per concludere al meglio il mandato in Regione. Solo nelle ultime settimane sono arrivati almeno due colpi ad effetto, l'abolizione del superticket sanitario e la gratuità dei bus per i pendolari dei treni.

Scelte che hanno fatto parlare le opposizioni di una campagna elettorale anticipata: senz'altro possono lasciare intravedere una amministrazione intenzionata ad arginare l'emorragia di consensi emersa alle ultime tornate elettorali.

Però da Roma tornano prepotenti i rumors su una possibile candidatura di Bonaccini come segretario nazionale Pd, gli ultimi oggi sulle colonne di "Repubblica". Una occasione che secondo chi conosce bene Bonaccini il governatore non si lascerebbe sfuggire, nel caso si concretizzasse per davvero.

Il punto è che forse il nodo è destinato a non sciogliersi immediatamente e in Emilia-Romagna i dem tremano. Poter contare sul presidente uscente, oltretutto in una elezione che non prevede ballottaggio, è considerato essenziale in casa democratica.

A poco più di un anno dal voto, inoltre, non si vedono alternative 'forti' all'altezza (tutta la valutare l'ipotesi Elisabetta Gualmini, attuale vice, in circolazione nel partito) e in caso di scelte diverse da parte di Bonaccini il timore è quello del caos, in un momento in cui le certezze per i dem sono ai minimi storici.

Non a caso le parole con le quali Bonaccini aveva confermato il suo bis in Regione il 28 giugno scorso erano state accolte con grande sollievo ("un'ottima notizia") dal segretario regionale Pd Paolo Calvano, che in questi mesi sta cercando di traghettare verso i congressi un partito ferito anche dalla sconfitta di Imola.

Il timore nel centrosinistra è che lo schema a 'tenaglia' che ha condannato i dem in diverse città emiliano-romagnole possa riprodursi anche alle regionali dell'autunno 2019. Di fronte ad una per ora solo teorica alleanza elettorale tra Lega e 5 Stelle le speranze del Pd di conservare l'Emilia-Romagna sarebbero ridotte al lumicino. Anche se per ora anche il solo centrodestra a traino Lega sarebbe un'insidia fortissima. "Ricordo che il centrodestra in Emilia-Romagna è la prima coalizione, le risposte alle persone deboli oggi le diamo noi", come ha ricordato stamane su La7 il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni al dem Andrea Romano. (Bil/Dire)

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