Elezioni. Schlein, lista 'Emilia-Romagna Coraggiosa': "Chiediamo un patto per il clima"

L'INTERVISTA. L'ex europarlamentare presenta la sua lista punto per punto: "Le nostre priorità sono emergenza climatica ed emergenza sociale"

Elly Schlein, racconta la  lista "Emilia-Romagna Coraggiosa", un progetto ecologista e progressista che coinvolge tutto il campo delle forze civiche, riformiste e di sinistra dell'Emilia-Romagna. Presentato a Bologna il 9 novembre è sostenuto sia da diversi partiti della sinistra sia da molte realtà civiche, associative e sociali, che hanno scelto di mettere in comune le proprie competenze ed esperienze in un percorso nuovo che individui e sostenga in tutti i territori le persone più credibili per rappresentarlo. Il tutto in supporto della ricandidarura di Stefano Bonaccini per le elezioni regionali del prossimo 26 gennaio. 

Emilia-Romagna Coraggiosa: le tre parole chiave della vostra lista? Perchè "coraggiosa"?

"Emilia Romagna Coraggiosa è una lista civica e politica che ha tre parole chiave: è ecologista, progressista e femminista. Perché coraggiosa? Perché questa regione è lo è stata già in altri momenti storici, basti pensare alla Resistenza e a come si è rialzata dalla povertà e dalle grandi difficoltà per poi diventare oggi una delle regioni più avanzate d'Europa sotto tanti punti di vista. Coraggiosa però è soprattutto proiettata verso il futuro perchè serve nuovo coraggio per  affrontare le grandi sfide che ci riguardano tutti e su cui giochiamo davvero la responsabilità che abbiamo verso le prossime generazioni"

Emergenza climatica ed emergenza sociale sono le sfide al centro della vostra proposta per la regione: sono queste le priorità della vostra proposta? L'ambiente è il tema che ha fatto scendere in piazza tanti giovani e giovanissimi, è anche a loro che vi rivolgete? 

"Sì, le nostre priorità sono queste. Coraggiosa è nata da un percorso di ascolto fatto in tutti i territori della Regione per raccogliere criticità e idee, e poi un grande momento di confronto con quasi 1.000 persone a Bologna lo scorso 9 novembre, che hanno accolto il nostro invito a costruire proposte concrete sulla transizione ecologica, sulla lotta alle disuguaglianze e sull'innovazione tecnologica. 

'Coraggiosa' ha l'ossessione di tenere insieme la questione ambientale e la questione sociale, anche perché chi paga più alto il prezzo dei cambiamenti climatici in atto sono le fasce che sono state già più colpite dalla crisi. Non bisogna far pagare a tutti indistintamente il costo di questa transizione, che non è un processo che si fa dall'oggi al domani e non è un processo indolore, ma va accompagnato con politiche coraggiose da parte della Regione e con risorse adeguate, avendo cura di non lasciare nessuno indietro. 

Guardiamo con grande attenzione ed entusiamo alle straordinarie mobilitazione dei Friday for Future, un richiamo alle responsabilità che la politica deve avere nel mettere in campi misure concrete. L'Emilia-Romagna fra l'altro è esposta ad eventi atmosferici estremi e dovrebbe mettere al lavoro un grande piano contro il dissesto idrologico dando risposte concrete". 

Nell’area del centrosinistra molti stanno provando a raccogliere le firme, come sarà la coalizione finale? 

"Quando abbiamo cominciato a immaginare Coraggiosa abbiamo chiamato tutte le forze ecologiste e progressiste per chiedere di costruire questo percorso civico e politico insieme. Già a giugno abbiamo contattato anche i Verdi, Volt, i socialisti che però preferiscono provare a costruire le loro liste nella stessa coalizione. Ho sempre sperato di ridurre la frammentazione, noi rimaniamo apertissimi se cambiassero idea. Coraggiosa non è una sommatoria di sigle, ma un progetto di futuro per la regione basato su proposte per la transizione ecologica e la lotta alle diseguaglianze, che condividiamo di certo".

Elly, sta seguendo la campagna elettorale dei Bonaccini e Borgonzoni? Cosa emerge secondo lei dai confronti visti, letti ed ascoltati sui media? 

"Sì, sto seguendo la campagna e mi pare che emerga che Bonaccini abbia una grande conoscenza del territorio, delle sue problematiche. E' stato in questi anni un bravo aministratore e lo dice una persona che non è sempre stata d'accordo con tutte le sue scelte. Dall'altra parte mi pare che Borgonzoni e la Lega non abbiano un'idea sparata sul futuro di questa regione e quelle che hanno mi sembrano abbastanza confuse sia sui confini che sull'apertura degli ospedali. Certo non è da sottovalutare la capacità della Destra di far leva su un disagio che è reale e non va sottovalutato, ma va ascoltato e merita risposte nuove e in questo senso non ci dobbiamo adagiare sulla retorica dell'eccellenza, ma capire che nel nostro territorio in questi anni di crisi sono aumentate molto le diseguaglianze e che bisogna agire invece per redistribuire i redditi, le ricchezze, l'accesso ai servizi e rafforzare la rete dei servizi che si è naturalmente allentata per effetto di questa forte crisi globale". 

Casa, lavoro, trasporto pubblico e montagna: quali i vostri progetti in merito? 

"Abbiamo proposto a Bonaccini un grande patto per il clima, che affianchi quello per il lavoro. In pratica una serie di misure che vanno dalla riforestazione per ridurre le emissioni all'efficientamento energetico di tutti gli edifici pubblici, all'investimento nel trasporto pubblico locale ferroviario per mettere le persone in condizioni di viaggiare su ferro e fare la stessa cosa con le merci, insieme a un piano che riguarda anche la riqualificazione urbana anziché continuare a fare consumo di suolo. E' un piano  che vuole il trasporto pubblico locale gratuito per i giovani, per incentivare la mobilità sostenibile che è il futuro.

Borgnzoni ha una visione distorta della Regione, ma per governare bene e fare buona politica non basta elencare i problemi, bisogna saper fornire delle soluzioni concrete e dove la Lega ha messo le mani ha fatto solo disastri. La Lega porta una visione di muri, di chiusura e di individualismo che nega quello che è stato il punto di forza di questa regione e cioè la consapevolezza che possiamo crescere come comunità soltanto tendendo una mano a chi fa più fatica, senza lasciare nessuno indietro.

Il piano per la casa è tema molto sentito in regione e noi abbiamo tre finalità principali: sostenere quelle famiglie che fanno fatica a pagare il mutuo prima che perdano la propria casa; sostenere degli strumenti che possano aiutare a rimettere sul mercato le tante case private sfitte, contribuendo quindi abbassare anche prezzi; intervenire per aumentare l'edilizia popolare, l'edilizia sociale convenzionata incentivando i comuni a farla perché in questo modo si risponde anche a quella fascia di popolazione che non hai requisiti per accedere all'edilizia popolare, ma che comunque fa fatica a stare i prezzi alti di mercato".

Quali e come saranno i momenti di confronto con gli elettori da qui al 26 gennaio?

"Stiamo girando tutto il territorio regionale con eventi pubblici e momenti di confronto coniugando strumenti tradizionali con strumenti innovativi come la app del nostro sito, volta a organizzare la nostra presenza sui territori e una ampagna social". 

Un obiettivo importante raggiunto dal governo Bonaccini? Qualcosa su cui lavorare di più?

Bonaccini ha fatto bene a insistere per un patto per il lavoro mettendo al tavolo tutte le parti sociali che ha prodotto già risultati significativi tra cui il calo della disoccupazione dal 9% al 5% e con Emilia-Romagna Coraggiosa chiediamo di fare ancora di più e andare a guardare dentro quel lavoro e capire se è diventato più precario e se i salari si sono abbassati, che cosa bisogna fare a riguardo rinnovando quel patto e rimettendo al tavolo tutte le parti sociali. Stessa cosa chiediamo di fare con un grande patto per il clima che ugualmente va scritto mettendo insieme una parte produttiva che già si sta interrogando sulle sfide e la transizione ecologica così come sta facendo nella nostra regione con grande coraggio anche il mondo sindacale, la società civile, i decisori politici tutti insieme possono individuare le soluzioni che ci servono. Se non partiamo dall'Emilia-Romagna che ne ha le risorse, che ha un tessuto sociale vivo e dinamico e che ha un consolidato dialogo con tutte le parti sociali, da dove si parte? Sul tema della montagna serve un grande piano per contrastare l'abbandono e lo spopolamento: è un interesse di tutti e tutti". 

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