Elezioni regionali, Bonaccini candidato porta in dote 204 sindaci

Platea di primi cittadini al padiglione della Fiera per ufficializzare il suo passo avanti. Il governatore elenca i risultati, ma se la prende con i toni della campagna elettorale: "Non tanto per me quanto per gli emiliano-romagnoli

"Noi abbiamo un progetto per l'Emilia-Romagna, loro vogliono mandare a casa Conte". E' anche per questo che Stefano Bonaccini, presidente uscente e ricandidato della Regione Emilia-Romagna vuole attorno a sè i sindaci dei comuni. Questo almeno è l'auspicio della campagna elettorale di Bonaccini, tutta improntata alla narrazione del 'presidente al lavoro', in contrapposizione alla Lega, dipinta come la forza che vuole scalare la Regione per mero calcolo politico nazionale. 

A metà mattinata, al padiglione 19 della Fiera, "lo stesso che ha ospitato le duienze del maxi-processo Aemilia" precisa al microfono Bonaccini, ci sono infatti quasi tutti i sindaci firmatari dell'appello, 204 nomi in tutto. Lo scenario è una platea di primi cittadini, e a far da sfondo una cartina fisica della regione, con tanto di bandierine su ognuno dei comuni rappresentati dai primi cittadini firmatari dell'appello "per l'Emilia-Romagna, non per altro".

Il primo dato è matematico: 204 comuni rappresentati su 328 di tutta la regione. Nel bolognese i firmatari sono 41 su 55 municipi: tra i grandi assenti, ovviamente la commissariata Imola e Budrio, strappata due anni fa al Pd dalla lista civica di Maurizio Mazzanti.

Nella cartina, le bandierine sono molto fitte lungo la via Emilia e nell'appennino emiliano, ma molto più rade nelle zone della bassa romagnola, attorno a quella Ferrara strappata dalla Lega, la 'rust belt' della regione, le cui platee -come quella di Coldiretti di settembre- elettoralmente parlando strizzano più di un occhio alla nuova Lega nazional-sovranista.

Quasi una partita a Risiko quindi, che Bonaccini ha deciso di giocare attorno a due temi: competenza e vicinanza ai municipi. E proprio per questo Bonaccini ha scelto di raggruppare attorno a se i 'suoi' 204. "Chiedo una mano- spiega il governatore- a costruire non solo un progetto, ma anche la campagna elettorale. So quanto la Regione possa apparire un ente lontano, con il loro aiuto sarà più semplice fare capire quale sia la posta in gioco".

Nel parterre svettano la prima cittadina di Santarcangelo di Romagna, Alice Parma, scelta come speaker del'evento, ma ben distinguibili sono i volti di Federico Pizzarotti (Parma), Virginio Merola, Giancarlo Muzzarelli (Modena) e della sindaca Isabella Conti di San Lazzaro.

Proprio Conti, entrata nelle colonne del partito di Renzi in regione, ringrazia Bonaccini per averla aiutata con quello diventato un tema nazionale, ovvero i nidi gratis, ma non si accomoda nella platea alle spalle del governatore, e preferisce guardare il tutto da una certa distanza.

Tornando al messaggio poltico, il candidato della maggioranza parla di competenza, togliendosi un sassolino dalla scarpa. "Noi abbiamo un progetto per l'Emilia-Romagna, loro vogliono mandare a casa Conte- sintetizza il presidente, che aggiunge: "Io se anche non sarò eletto rimarrò qui, non so se la mia avversaria può prendersi questo impegno" dice rivolto a Lucia Borgonzoni.

Certo, assieme ai temi -asili nido gratis, autonomia, terremoto- c'è anche tanta campagna elettorale, su tutte la replica a quanto riferito nei giorni scorsi a Ferrara da Salvini ("Noi in Regione faremo lavorare chi ha merito, i dipendenti bravi, e manderemo a casa chi lavora grazie alla tessera di partito o di sindacato", ndr).

Quelle parole secondo Bonaccini "offendono gli imprenditori e i lavoratori di questa regione" e se la disoccupazione "è al 5 per cento è perché ci sono imprenditori e lavoratori che per le loro qualità, non per raccomandazione, hanno saputo conquistarsi posizioni importanti".

Indiegesto al dem anche lo slogan 'Liberiamo l'Emilia-Romagna': "Gli emiliani si sono liberati da soli, 74 anni fa" risponde ilgovernatore uscente ricordando la Resistenza.

Anche Merola, da giorni molto tagliente nei confronti di borgonzoni, ritorna su quelle che considera "illazioni" fatte nei confronti del Pd e del comune. "Dimostrino le loro affermazioni infondate -tuona il sindaco di Bologna- perché prima o poi si beccano una querela. Qui non ci sono né clienti né sudditi. Ci sono liberi cittadini che hanno scelto di votare Bonaccini e anche questa volta lo riconfermeranno".

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