Regionali, Borgonzoni: "Screditata perchè donna". Bonaccini: "Sposta chi ti copre"

Il presidente uscente: "Mai un attacco personale, aver scelto di togliere il tuo volto da manifesti in cui ora campeggia solo Salvini"

"Spesso vengo di fatto screditata o dipinta come un candidato peggiore in quanto donna". Lo ha detto Lucia Borgonzoni, la candidata del centrodestra alle regionali del 26 gennaio questa mattina alla trasmissione di Rai 3 Agorà.

La contesa elettorale si sposta quindi dalle questioni politiche alle accuse di sessimo. "Ciò che mi dà più fastidio in campagna elettorale è Bonaccini che va in giro o fa dei post dove dice che sono muta o cerca di farmi passare per la velina - attacca la leghista -  lo ritengo irrispettoso perchè ritengo che venga fatto perchè sono donna, a un uomo non verrebbe fatto".

"Cara Lucia, non hai mai ricevuto né mai riceverai da me un attacco personale. Anzi, come ho detto anche sabato scorso in piazza Maggiore a Bologna, non mi considero migliore, ma piuttosto diverso da te, a partire dalla ricetta per governare la nostra bellissima regione, come peraltro è normale che sia in politica tra avversari (mai nemici)". Il presidente della Regione lo scrive in un post su Facebook: "La critica che invece ti ho rivolto è di conoscere molto molto poco questa Regione. Credo siano critiche legittime e che nulla abbiano a che fare con l'essere uomo o donna. Il fatto poi che sul territorio ci sia molto di più Salvini che non tu è una scelta vostra, esattamente come l'aver scelto di togliere il tuo volto da manifesti in cui ora campeggia solo lui". 

La critica di Borgonzoni in fatto di donne in politica era arrivata già a fine ottobre quando aveva dichiarato, sempre ad Agorà: "A Bonaccini, non piace avere un confronto con una donna". Poi la trasmissione "CartaBianca" ospitò il confronto. 

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Nello studio di rai 3 era presente la dem Anna Ascani, che ha manifestato a Borgonzoni "solidarietà assoluta per ogni attacco sessista, anche a nome del mio partito". Ma "quando Salvini fa i manifesti senza di lei si ribelli". In quei manifesti, dove Borgonzoni prima c'era poi in una successiva versione scompariva, "non c'ero perchè ero in tv", spiega l'interessata.

"Se fossi uomo - continua Borgonzoni - quello che vado raccontando, quello che dico dei programmi o gli spazi che prendono sarebbero diversi. Se è sessismo? L'ho vissuto un po' anche alle comunali e devo dire la verità, a me è arrivato spesso e tanto dalla sinistra e dalle donne di sinistra. Anche quando vengo attaccata su cose sessiste come è successo al Paladozza, dove con tutto quello che ho detto sono stata derubricata come un c...., non c'è una donna del Pd a dire che è una vergogna".

"Non so dire se queste vostre scelte siano sessiste e in ogni caso non dipendono da me - spiega Bonaccini - resta però il fatto che anche oggi, sul territorio, ci siamo io e il tuo segretario. Purtroppo, aggiungo io, perché il 27 gennaio lui tornerà a Roma e non ci sarà più, mentre presidente di questa Regione saremo io o tu. Perdonami, ma spetta solo a te fare un passo avanti, spostando chi ti copre". 

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