In 5mila per Borgonzoni al Paladozza: "La sinistra vicino alle banche, liberiamo la nostra terra"

Il Paladozza è pieno. Missione compiuta. Tutto il Paladozza in coro ha cantato "Notti magiche" di Italia 90

Tutto il Paladozza in coro ha cantato "Notti magiche" di Italia 90, la "sigla" che ha dato inizio alla convention della Lega per lanciare la candidatura di Lucia Borgonzoni alla presidenza della Regione Emilia-Romagna, al fianco del leader del Carroccio Matteo Salvini che non sono i primi a salire sul palco. 

Il Paladozza è pieno. Missione compiuta per Matteo Salvini, sbarcato a Bologna già nel primo pomeriggio e che fa il pieno di dirette Facebook, selfie con i fans e diverse incursioni in platea tutte le volte animate da standing ovation e applausi., mentre mentre poco lontano si sentono gli echi della contro-manifestazione dei centri sociali, fuochi d'artificio e idranti. Il Palazzo è ovattato, caldo e lontano dalla pioggia e dal freddo. Il clima è frizzante, carico di aspettativa. Molti vengono dalle altre province della regione, qualcuno anche da Mantova. Sugli spalti sono perlopiù sedi provinciali a essere venute, con striscioni e bandiere alla mano. Tra queste anche quella di Budrio, capitanata da Augusto Morena, che vanta "di essere stato quello di aver messo una taglia su Igor". È ottimista "La Lega c'è sempre stata a Budrio, fino a poco tempo fa eravamo in vinque a fare attività, ora siamo in venti".  Sullo spalto a fianco c'è Ivan, 47 anni, da San giovanni in Persiceto. Ivan è stato convinto a partecipare dal figlio, minorenne. "L'ultima volta avevo votato 5 Stelle, qui sono venuto per accompagnare mio figlio e per curiosità. Non avevo mai valutato la Lega, fino a prima troppo legata a Berlusconi. Ma ora..." Il figlio ha scoperto Salvini su Instagram, e da lì alla Tv e alla richiesta di accompagnarlo al padre a Bologna. "Mi piace Salvini perché è uno che fa quello che dice" spiega per nulla imbarazzato e con occhi vivi di aspettativa. 

Bisogna aspettare quasi un'ora dopo per l'inizio dello show. Sul palco, a presentare, niente di meno che Mario Giordano,  accolto da una ovazione a dare il via all'evento: "Sono un po' emozionato non mi era mai capitato di parlare in un palasport. Poi mi avete chiesto tutti i selfie, ma io non sono bello come Lilli Gruber, non sono intelligente come Gad Lerner e non ho il parrucchino come Pippo Baudo. Matteo Salvini però mi ha detto: 'Vieni in Emilia-Romagna perchè qui si cambia'. E allora mi sono detto: 'Vado, perchè magari cambia anche la mia voce sgraziata'". Giordano cita come esempi i sindaci di Ferrara e Forlì, Alan Fabbri e Gianluca Zattini, Comuni passati al centrodestra dopo 70 anni e che "hanno dimostrato che si può cambiare".

Poi è la volta del poeta Davide Rondoni, che abbozza un ragionamento citando Pasolini e don Giussani, fino al cardinal Biffi. Seguono imprenditori e intellettuali che introducono la serata. In un settore si vedono anche quattro o cinque bandiere di Forza Italia, ma sono gli unici vessilli presenti di un partito diverso dal Carroccio. L'attesa della serata è accompagnata da una colonna sonora nazional popolare, Vasco Rossi, Lucio Dalla, Cesare Cremonini, Laura Pausini e Nek. Ma c'è spazio anche per Renato Zero, I Ricchi e poveri, Povia ed Edoardo Bennato, fino ad arrivare a "Prendi questa mano, zingara" di Iva Zanicchi e "Nel continente nero" di Edoardo Vianello.

Si susseguono anche gli interventi degli altri presidenti eletti: Fedriga in Friuli, Solinas in Sardegna. Il frame è sempre lo stesso. Gli emiliani devono "liberare" la propria regione. Attacchi a giornali e mondo accademico, oltre che alla burocrazia e "allo Stato azionista occulto delle nostre imprese". Tutte le parole d'ordine della Lega insomma, spiegate dai governatori del Carroccio. 

Una parola perfino su Bibbiano e gli affidi dei minori, anche se la platea all'inizio non risponde compatta e dagli spalti qualcosa degenera: iniziano urla, fischi, un uomo di mezza età viene portato fuori dalla polizia, mentre si levano fischi e cori contro il soggetto.

E poi la plastica "è buona se usata bene, e bisogna punire chi sporca non chi la produce", in riferimento alla plastic-tax del governo. Poi è la volta della vincitrice, Donatella Tesei, neopresidente dell'Umbria fare "assaporare" cosa potrebbe accadere in Emilia-Romagna il 26 gennaio "perché cambiare si può". "L'Emilia-Romagna deve tornare a essere dei cittadini e non come negli ultimi 50 anni che è stata di un partito". E si riprende l'evocazione: "Non si può perdere questa occasione per cambiare: noi ci siamo riusciti, ci dovete riuscire anche voi" sprona Tesei. Applausi.

VIDEO| Salvini sopralluogo al Paladozza: "Lucia Borgonzoni, regina della serata"

"Lucia una di noi"

Arriva il momento della candidata Lucia Borgonzoni, accompagnata da musica di sottofondo e il coro "Lucia Lucia una di noi". Diversi gli argomenti trattati dalla senatrice, da sanità e liste di attesa, alla manovra "delle tasse", all'importanza del porto di Ravenna fino alla giustizia sociale di una sinistra che sta ormai "con le banche". 

Quelli del Pd si vergognano di presentarsi con il loro simbolo. Qui ci sono aziende che vanno bene, non grazie al Pd, ma malgrado al Pd". 

Quando si va a prenotare una visita "le agende prenotazioni sono chiuse perchè così le liste di attesa non si allungano. Puoi aspettare mesi per una visita ma pagando dopo cinque giorni le ottieni". Alla fine arriva sul palco anche Salvini, e il pubblico esplode sulle note di "Nessun dorma", la romanza di Rossini con il celebre finale "Vincerò". Il comizio del Capitano spazia dalla cronaca locale a quella nazionale con diverse frecciatine ai quotidiani nazionali, oltre che all'adagio sull'Emilia "rossa" dominata dagli interessi di partito. "Fate un applauso a una donna libera e coraggiosa, Lucia Borgonzoni", conclude il leader del Carroccio "prima proviamo a vincere a Bologna e poi a Firenze, due splendide terre tenute in ostaggio per troppo tempo". 

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