Car sharing elettrico, Bonaccini vuole allargamento in tutta la regione

La novità uscita durante una diretta social dove si sono toccati anche altri temi da campagna elettorale

Le auto elettriche in condivisione non solo a Bologna ma in tutta l'Emilia-Romagna. E' uno degli obiettivi di Stefano Bonaccini per l'eventuale secondo mandato in viale Aldo Moro. Il governatore uscente ne ha parlato durante la diretta Facebook (fino a circa un migliaio gli utenti collegati) sulle proposte raccolte sabato tra i sostenitori in piazza Maggiore a Bologna.

Le 300 auto di "Corrente" targate Tper, afferma Bonaccini rispondendo ad un cittadino, sono "un progetto davvero virtuoso che vorremmo estendere non solo a Bologna ma a tutti gli altri territori insieme alle aziende di trasporto pubblico locale". La regione, sempre sul fronte auto elettriche, dovrebbe installare entro il prossimo anno 2.000 nuove colonnine di ricarica e Bonaccini pensa anche nuovi incentivi per l'acquisto di queste auto, a prescindere dalla rottamazione.

Ma soprattutto il presidente promette di estendere al di là delle principali città la gratuità del biglietto bus per i pendolari del treno, una delle novità dello scorcio di mandato sul fronte del trasporto pubblico: bisogna "combattere l'inquinamento atmosferico".

Alcuni sostenitori interpellano Bonaccini anche su sanità, formazione, scuola e autonomia. "Il Governo precedente, quello di cui faceva parte anche Salvini- dice Bonaccini commentando quest'ultima sollecitazione- per un'anno e mezzo ci ha un po' preso in giro sull'autonomia. Io non voglio la scuola regionale, ma voglio una regione che a inizio anno possa decidere gli organici insieme all'ufficio scolastico regionale, in modo che gli studenti abbiano gli stessi insegnanti per tutto l'anno".

Bonaccini tocca anche il tema casa, prendendo le distanze dalla querelle sul numero di cittadini di origine straniera negli appartamenti Erp. Il punto, per il governatore uscente, è aumentare l'offerta. "Se toccherà ancora a noi dovremo tornare a fare edilizia popolare, altrimenti è inutile alimentare contrapposizioni tra chi ha bisogno".

Intanto, anche il segretario regionale Pd Paolo Calvano boccia le parole di Borgonzoni sul "sessismo" da lei subito. "Ha ragione la Borgonzoni, in politica c'è troppo sessismo. Ma ha sbagliato bersaglio", scrive Calvano sui social. "Il suo problema non dovrebbe essere chi la critica politicamente e mai personalmente come candidata della destra. Il suo problema dovrebbe invece essere quello di una destra che non è ancora riuscita a prendere le distanze dalle parole usate da Libero nei confronti di Nilde Iotti. Quelle distanze non le ha prese neanche la stessa Borgonzoni. Un silenzio assordante, che fa male alle donne e a tutta la società". (Bil/ Dire) 

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