Elezioni. No apparentamenti per Borgonzoni. Merola apre a Bernardini, ma il civico:' 'Mai con Pd'

I due candidati in corsa: no 'inciuci', ma aprertura agli avversari che non hanno superato lo scorso turno elettorale, per riuscire a strappare il voto dei loro sostenitori. Ecco quali le strategie di Merola e Borgonzoni verso il rush finale

In vista del ballottaggio tra il sindaco uscente di Bologna, Virginio Merola, e Lucia Borgonzoni, candidata del centrodestra, gli sfidanti preparano le prossime mosse, per riuscire a strappare i voti degli altri candidati in gara al primo turno elettorale.

LA STRATEGIA DI BORGONZONI. Confronto sì, apparentamenti no, "perchè abbiamo fatto delle promesse precise". La candidata sindaco del centrodestra a Bologna, Lucia Borgonzoni, risponde così all'offerta di Manes Bernardini di Insieme Bologna (e al suo "pacchetto" del 10% dei voti raccolti il 5 giugno). "Siamo disponibili a confrontarci con tutti coloro che con onestà e coerenza vogliono il meglio per Bologna - premette la leghista - ma non crediamo che gli apparentamenti siano una soluzione, perchè dobbiamo mantenere la parola data ai cittadini ai quali abbiamo fatto promesse ben precise in campagna elettorale".

Insomma, Borgonzoni non sembra proprio volersi adeguare alle puntuali condizioni poste da Bernardini, che ha chiesto al candidato con cui apparentarsi di cancellare il piano del passante di mezzo, di ristrutturare lo stadio Dall'Ara, vendere le azioni di Hera in mano al Comune di Bologna, predisporre un piano straordinario per le periferie e di annunciare subito parte dell'ipotetica Giunta. "Insieme Bologna ha ottenuto un risultato importante che rispettiamo. Su alcune criticità della nostra città le soluzioni proposte non sono in contraddizione", conclude però Borgonzoni.

Nel frattempo, la coalizione che sostiene la corsa della leghista a Palazzo D'Accursio sta definendo la strategia per dare la spallata a Merola. Se ne è discusso anche ieri concordando alcuni punti fermi. Il primo: insistere, in maniera martellante, su ciò che Merola non ha fatto, sui suoi fallimenti. Dell'amministrazione Merola verrà fatto uno ''studio'' estrapolandone alcuni macro-temi su cui il candidato del Pd è considerato più debole: e questo servirà in prima battuta a Borgonzoni per affrontare il match in tv. In secondo luogo, la coalizione individuerà alcuni grandi temi, si parla di cinque, da trasformare in promesse precise per gli elettori da tradurre in fatti nei cinque anni di mandato dell'eventuale amministrazione Borgonzoni. Queste proposte strizzeranno l'occhio a questioni care sia alla lista di Bernardini sia alle parole d'ordine del Movimento 5 stelle.

"Dobbiamo rivolgerci a quei 220.000 cittadini che non hanno votato ne' noi, ne' Merola", si spiega tra i sostenitori della leghista. Si insisterà molto anche sul fatto di un voto non ideologico, e sulla possibilità di premiare "idee e amministratori nuovi e giovani, per ribaltare le logiche di potere che da anni ingessano la città".

LA STRATEGIA DI MEROLA. Niente apparentamenti o inciuci in vista del ballottaggio del 19 giugno. Lo ribadisce il sindaco di Bologna, Virginio Merola, che questa sera al Mercato San Donato esporrà la sua proposta di "alleanza civica" che "è rivolta anche a Coalizione civica e a Manes Bernardini", le due forze che "hanno fatto la differenza" al primo turno. "A loro avanzerò delle proposte per stare dalla parte di Bologna - manda a dire il sindaco - e penso che insieme dobbiamo riflettere, senza pensare ad apparentamenti, a inciuci o a spartizioni di posti, sul fatto che possiamo avere anche un'opposizione che finalmente avanza proposte per il bene della città, cosa che è drammaticamente mancata in questi cinque anni".

BERNARDINI: MAI CON MEROLA. Manes Bernardini, che rimarca la volontà di agire solo ed esclusivamente nel rispetto della legge e della trasparenza (e il termine ultimo per "apparentarsi" è sabato mattina a mezzogiorno) tiene a precisare prima di tutto che "i vari gossip e le voci su una possibile alleanza con Merola sono assolutamente falsi" e, in seconda battuta, che "sia ben chiaro a questo punto che io la mia offerta l'ho fatta e che il rifiuto e le conseguenze che ne deriveranno a questo punto non sono a mio carico". Il leader di Insieme Bologna,  chiude sottolineando che "se per gli altri, i miei sono sono solo dei voti, dei numeri, devo invece ribattere che sono persone, idee, progetti per la città. Ai quali non possiamo e non dobbiamo rinunciare". 

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