Elezioni, appello di Merola agli astenuti: 'Non affidare il futuro di Bologna a un partito retrogrado'

Si è detto fiducioso della riconferma al ballottaggio: 'Mi rivolgo ai tanti astenuti, non posso pensare che vogliano davvero affidare il futuro di Bologna ad un partito retrogrado che oltretutto in città ha mantenuto il 10% dei voti'

"Quanto scommetterei sulla mia vittoria da uno a dieci? Nove". Lo ha dichiarato Virginio Merola in diretta questa mattina su Skytg24.

Mentre gli sfidanti si affannano a dire 'no all'inciucio', con Borgonzoni che rimanda al mittente la proposta di apparentamento dell'ex compagno di partito  di Manes Bernardini, che con il  suo 10% può fare da ago della bilancia, dal cortile di Palazzo D'Accursio, il sindaco uscente si è detto fiducioso della riconferma al ballottaggio del 19 giugno, così ha si è rivolto a chi al primo turno non è andato a votare (il 41% degli aventi diritto). "Per il bene della città bisogna evitare inciuci e accordi dell'ultimo momento. Mi rivolgo ai tanti astenuti, alla mia sinistra e al centro" perchè "non posso pensare che vogliano davvero affidare il futuro di Bologna ad un partito retrogrado che oltretutto in città ha mantenuto il 10% dei voti", ha sottolineato riferendosi alla sfidante Lucia Borgonzoni.

Nella conferenza stampa post-voto non aveva particolarmente caldeggiato un ritorno di Matteo Renzi in città, così è tornato sulle tensioni con Matteo Renzi, che ieri sera a "Otto e Mezzo" ha citato il flop bolognese e la vittoria larga di Rimini sostenendo che il risultato è legato alle dinamiche locali e in particolare ai candidato sindaco: "Renzi - ha precisato Merola - ha fatto molto anche per Bologna, ci ha aiutato a sbloccare tante opere impantanate. Ho semplicemente detto, in accordo con Renzi, che qui si discute di governi locali, che ho le spalle per affrontare la questione da solo e non ho bisogno di Salvini come la Borgonzoni tutti i giorni qua. Quello che chiedo al mio Governo è di comprendere che il futuro è investire sui Comuni, perchè dentro le città si combatte la democrazia per il nostro futuro".

Sulla sfida del 19 giugno inteviene anche il Presidente della Regione Stefano Bonaccini: "Può questa città alzare dei muri e dare l'idea di diventare provinciale e chiuderci in Emilia-Romagna e nel resto del mondo?", ha detto riferendosi a Borgonzoni, mentre "Quella di Merola è un'idea di città europea, a vocazione internazionale, è la nostra cifra, vogliamo essere quello, siamo una grande realtà non una piccola realtà". 

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