Elezioni Comunali, Martelloni: "Abbiamo preso l'iniziativa per dare un'alternativa di governo"

Il leader di Coalizione Civica risponde alle nostre domande: "Guardando alla nostra lista non riesco a nascondere un moto d'orgoglio. Ciascuno con la sua storia, per scriverne una nuova insieme per la nostra città"

Le elezioni amministrative 2016 si avvicinano: confermata la data nella quale anche i bolognesi saranno chiamati alle urne insieme ad altri 6 capoluoghi di regione fra cui Milano e Roma (si voterà il 5 giugno con eventuale ballottaggio il 19 giugno), adesso è importante orientarsi nella scelta del proprio candidato sindaco. 

Mentre Merola ha ormai aperto ufficialmente la campagna elettorale del PD e il centrodestra si è messo (più o meno) d'accordo sulla candidata leghista Lucia Borgonzoni (la scorsa settimana con Salvini in città sono state 'sigillate' le alleanze) lo scenario, fra Bugani per i 5 Stelle e Bernardini per "Insieme Bologna" comprende anche la lista Coalizione Civica: tocca a Federico Martelloni (uscito vincitore nelle 'primarie' con la collega Paola Ziccone) "raccontare" il programma elettorale, spiegare quali sono le priorità per Bologna e a chi si rivolge questa lista: "Dovrebbero votarci quanti hanno scelto di non votare alle ultime elezioni regionali: quei cittadini si meritano di contare e sanno, meglio di chiunque altro, che Bologna merita di meglio".

Chi è Federico Martelloni?
Ho 40 anni, sono sposato e ho due figli. A Bologna sono arrivato 20 anni fa dalla Puglia per studiare giurisprudenza e non l'ho più lasciata, adesso sono un avvocato dei lavoratori e professore di diritto del lavoro all’Università. Sempre in questa città ho conosciuto compagni di strada con cui ho condiviso battaglie che ci hanno portato in Chiapas al fianco degli Zapatisti, a Genova per il G8 del 2001, in Palestina con la carovana Action for Peace.

Quali sono le parole chiave del programma elettorale di Coalizione Civica?

Cura, libertà, uguaglianza e, ovviamente, politica: perché è la polis che ha inventato la politica, ed oggi è sempre la città che deve tornare ad inventarla una seconda volta.

Quali sono le emergenze da affrontare per Bologna? Quale le eredità dei 5 anni di Merola?

In cima alla lista metto l'emergenza abitativa. Merola aveva annunciato che l'avrebbe risolta entro marzo e invece, ad aprile, siamo ancora molto distanti da una soluzione. Dobbiamo puntare con più decisione al ruolo di mediazione del Comune per calmierare i prezzi, evitare sfratti e tutelare i piccoli proprietari. Acer deve diventare un modello di efficienza, basta con la politica dell'emergenza.

Poi, il traffico. Bisognava dare un indirizzo allo sviluppo della mobilità di Bologna città Metropolitana e non c'è stato. Servono più parcheggi scambiatori, una mobilità ciclabile, linee di filobus per gli attraversamenti lunghi e di flotta meno impattante per l'arrivo in centro storico, tragitti trasversali che non per forza debbano attraversare la T per giungere da un punto all'altro della città.

Il senso di insicurezza. Per vivere in una città sicura bisogna prendersene cura: fare comunità e prevenzione, non lavorare solo attraverso la repressione. Per fare questo l'Amministrazione deve esserci fisicamente, come presidio, abbandonando l'accentramento dei servizi che ha caratterizzato la Giunta Merola.
Infine i beni comuni: non basta dire "collaboriamo", dopo aver ignorato gli esiti dei referendum sull’acqua e la scuola pubblica era doveroso dare seguito all’espressione popolare invece che far finta di nulla.
Ultimo, il nodo del rapporto con i dipendenti comunali e con i lavoratori dei servizi appaltati. Il comune sono loro, sono loro che danno assistenza, ascolto, che presidiano il territorio. Non esiste Bologna senza, o peggio contro, di loro. 

Voterai per il referendum del 17 aprile? Perché?

Sì, sto invitando tutti a votare sì, amo la democrazia e non sposo il partito dell'astensione sul quale il Pd punta anche per vincere le elezioni amministrative. (Qui le posizioni dei politici locali sul No-Triv)

La politica spesso parla di problematiche denunciando ciò che non va, ma le proposte concrete poi scarseggiano...riuscirebbe a individuare tre questioni e descriverci tre idee di soluzione?

1 – Casa, lavoro e welfare. Tre grandi “emergenze costanti”, gestite senza pensieri lunghi. Una città che guarda al futuro   può utilizzare strumenti istituzionali, concertazione sociale e leva fiscale per tenere assieme innovazione tecnologica, questione sociale e ciclo edilizio a consumo di suolo zero. Come? Favorendo il frazionamento delle grandi unità abitative uni-personali con coevo efficientamento energetico. O promuovendo e “governando” il welfare di comunità, incrociando le esigenze abitative e di lavoro dei giovani col bisogno di cura degli anziani. 
2 – Sicurezza e cultura sono croce e delizia dello spazio urbano: di norma, le prima, una miccia che accende guerre tra poveri; la seconda, un lusso o un palliativo. Eppure è solo tenendole insieme che la città si cura. Rendendo (ad esempio) le biblioteche di quartiere luoghi polivalenti, vivi, illuminati dentro e fuori, aperti alla sera e nei week-end. Nodi di una rete organizzata di scambio e integrazione sociale e culturale,  progettata insieme ad operatori e utenti. 
3 – C’è il grande tema dell’amministrazione amica, effimero solo fino a quando non la scopri nemica e irragionevole. Un esempio banale: la rimozione delle auto durante la pulizia notturna delle strade. Può un servizio di rimozione appaltato ad un privato costare al malcapitato cittadino sei volte più della sanzione amministrativa che versa nelle casse comunali? Non può. Aboliamo un servizio sconosciuto a tante città europee altrettanto pulite.

Nel gruppo di Coalizione Civica ci sono persone e personaggi dalle provenienze più disparate: avete già un'idea di chi potrebbe fare cosa? Esempi per qualche assessorato?

Guardando alla lista, che unici nel panorama politico bolognese, voteremo democraticamente, non riesco a nascondere un moto d’orgoglio. Ci sono storie, età e provenienze molo diversificate, con professionalità affermate in ogni campo: dalla magistratura alla medicina, dalla ricerca scientifica all’imprenditoria, dalla scuola ai trasporti.

Se si chiedesse a Merola cosa pensa di una giurista come Barbara Spinelli o di un urbanista del calibro di Pier Giorgio Rocchi sono certo non potrà far altro che porgere, sportivamente, i suoi migliori auguri. 

Una panoramica sugli altri candidati: chi voterebbe se non si candidasse lei stesso?
Abbiamo costruito Coalizione Civica per offrire un'alternativa di governo per Bologna. E non avevamo altra possibilità che prendere l'iniziativa, ciascuno con la sua storia, per scriverne una nuova insieme.

Si tolga qualche sassolino dalla scarpa: il più grande flop della Giunta Merola? Un errore clamoroso, una malgestione...

Difficile scegliere…ma dovendo farlo dico il tradimento dell’esito del referendum sui finanziamenti comunali alle scuole private. Uno strappo molto grande tra i bolognesi e chi dovrebbe amministrarla avendo a cuore il bene comune. Un doppio tradimento: la giunta si è schierata al fianco dei poteri forti e ha sconfessato la democrazia, mostrandosi indifferente al pronunciamento dei suoi cittadini che in larga maggioranza si erano espressi contro le politiche di sostegno alle private paritarie e in favore della scuola pubblica. 

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Chi deve votare per Coalizione Civica?
Se dicessi tutti, mentirei. Non deve votare per noi il partito della rendita e del cemento, i grumi di potere fondati su clientele e scambi di favori, chi preferisce alla politica dei diritti quella fondata sui privilegi e favoritismi. Dovrebbero votarci quanti hanno scelto di non votare alle ultime elezioni regionali: quei cittadini si meritano di contare e sanno, meglio di chiunque altro, che Bologna merita di meglio. 
 

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