In sedia a rotelle da 7 mesi: 'Merola non considera i disabili neppure pre-ballottaggio'

Enzo Contemi si è candidato al Porto-Saragozza mettendo al centro i problemi dei disabili con una lista di centrodestra: "Sono certo che con l'aiuto della Borgonzoni alcune di queste disattenzioni possano essere risolte"

In carrozzina sulla strada

Enzo Contemi è un ex militare che dopo alcuni interventi chirurgici dovuti a un incidente è ora costretto su una sedia a rotelle: "Ho avuto degli incidenti mentre servivo lo Stato ed ora, dopo un'operazione e un lungo ricovero, dopo il congedo dall'Esercito, la mia nuova vita è su questa sedia. Quando certe cose le si vive sulla propria pelle, ci si accorge di ciò che non funziona e dei limiti che le barriere ti pongono. Mi spiace che Merola, anche in questa campagna pre-ballottaggio non abbia mai menzionato noi disabili, che non saremo tantissimi, ma comunque tanti". 

Contemi si è candidato alle elezioni comunali 2016 con la lista "Centrodestra per Porto Saragozza" in appoggio a Lucia Borgonzoni ottenendo 52 voti: "Un nostro consigliere è dentro e qualora Lucia vincesse il ballottaggio del 19 giugno, ho delle possibilità anche io, essendo il quarto in ordine di numero di preferenze ottenute"

Le ragioni per cui ha deciso di candidarsi sono collegate alla sua situazione di limitata mobilità?

"I motivi per cui ho deciso di candidarmi cominciando con il mio quartire il Porto-Saragozza sono state proprio, se vogliamo così chiamarle, le disattenzioni da parte dell'amministrazione Merola che non ha saputo sufficientemente gestire e interpretare le reali esigenze di chi come me vive disagi quotidiani creati proprio da questa mancanza d'attenzione interpretativa nei nostri confronti e sono certo che con l'aiuto della Borgonzoni alcune di queste disattenzioni possano essere risolte. Da militare ho sempre cercato di aiutare il prossimo e le categorie dei più deboli, oggi putroppo da ex militare sono io a trovarmi in una condizione di forte disabilità ma ho deciso di reagire e di cercare quindi di aiutare chi come me o peggio di me soffre per questa condizione di disabilità".

Qual è dunque la situazione di Bologna per quanto riguarda l'accessibilità e le barriere per i disabili?

"Molti credono che Bologna sia una città a misura di disabile, ma purtroppo non è così e per quanto il sindaco o chi per lui sia stato appena sufficientemente sensibile al problema disabilità, mi è bastato girare per Bologna in carrozzina per circa un mese per verificare sulla mia pelle alcuni punti". 

Partiamo dai marciapiedi?

"Esatto. Intanto moltissimi marciapiedi hanno la rampa di salita, ma purtroppo non hanno la discesa e quindi spesso tocca tornare indietro e passare sul ciglio della strada. In molti marciapiedi le rampe sono inesistenti e quindi mi tocca salire sugli accessi carrai che sono piuttosto ripidi, per non parlare dello slalom che deve essere fatto tra buche, crepe e pali della segnaletica stradale che sono piantati senza tener conto di quanto possa essere larga una carrozzina e quindi di quanto spazio possa servire per passare".

 per quanto riguarda i mezzi pubblici?

"Il parco mezzi di Tper non è ancora adeguatamente attrezzato al trasporto disabili, infatti bisogna telefonare il giorno prima per poter prenotare un mezzo adeguato con la pedana per disabili comunicando la linea da prendere, l'orario e il numero della fermata. Questo ovviamente penalizza e limita negli spostamenti. Anche se devo dire che il personale Tper è gentilissimo. Purtroppo le pensiline dell'autobus soltanto in centro sono state adeguate alle normative europee quindi più alte per consentire la salita e la discesa per i disabili, ma mi domando: se si sale in centro come fai a scendere ad esempio all'Ospedale Maggiore? Qualcuno che ti prende in braccio o l'emozione della caduta libera?

"Parliamo del T-Day. E' una bellissima iniziativa, peccato che i disabili non possano accedere con l'auto in centro e che siano costretti a parcheggiare fuori. Quando riesci a trovare un parcheggio libero, magari in piazza Roosvelt, che avrà disponibili circa duecento posti auto, ce ne sono solo 5 per disabili, cioè il 2%. E' vergognoso anche perchè e vero che chi ha il cartellino per disabili può parcheggiare anche nelle strisce blu, il problema è che gli stalli sono talmente precisi che non riesci a scendere o salire dall'auto soprattutto chi come me necesita della carrozzina".

"Per quanto riguarda il progetto Mobi, esistente ormai da 10 anni circa, è una bellissima iniziativa e versando solo una cauzione di € 10,00 qualsiasi cittadino con una chiave individuale consegnata all'atto dell'iscrizione, puoi prelevare una bici da una delle postazioni di prelievo presenti a bologna e nei comuni aderenti al sistema e quindi fruire di un servizio utilissimo usando una bici praticamente a titolo gratuito. Per quanto riguarda il progetto ASPASSO, che il Sindaco ha voluto pubblicizzare facendo un giro in carrozzina, devo essere sincero mi sono sentito offeso e deriso da una persona che, come il primo cittadino, possa aver trovato divertente ed entusiasmante fare un giro in bici con una carrozzina per il centro della città. Inoltre per poter girare in centro con questa bici elettrica modificata devi pagare una tariffa di 5 euro per un'ora, 15 euro per 6 ore e 25 euro per la giornata (almeno così è scritto sul sito). Mi domando quindi perchè un cittadino  "normale" possa avere una bici sempre a sua disposizione versando una cauzione di 10 euro per girare in centro mentre  chi è disabile deve pagare per poter fruire dello stesso servizio". 

Enzo Contemi, "armato" di smartphone, è riuscito ad immortalare alcune situazioni "tipiche" di difficoltà (vedi gallery) ed altre che per certi versi hanno del paradossale, come un'auto della Polizia Municipale parcheggiata proprio sull'attraversamento pedonale, sullo scivolo che serve ai disabili per attraversare la strada: "Purtroppo Bologna è piena di queste situazioni, che ti costringono ad adattarti perché chi ha fatto l'ingresso carraio del palazzo non ha tenuto conto delle disabilità. C'è poi anche il caso della cabina telefonica (davanti all'Ospedale Maggiore): l'ingegnere del Comune che autorizzò la Telecom non tenne conto degli spazi minimi previsti secondo le normative di legge, che sono quelle di lasciare almeno un metro per il transito pedonale". 

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