Il candidato sindaco Mirko De Carli: "I soldi ci sono. Togliere a chi non merita"

La famiglia prima di tutto per De Carli, candidato sindaco appunto con la lista "Popolo della Famiglia": "Noi siamo quelli che vogliono liberare Bologna dall'ideologia laicista-arcobaleno"

Mirko De Carli con la lista "Popolo della Famiglia" è uno dei candidati sindaco che correrà alle prossime amministrative di Bologna, sfidando fra gli altri Virginio Merola, Lucia Borgonzoni, Manes Bernardini, Massimo Bugani, Federico Martelloni.

Ma chi è questo candidato? Mirko De Carli, 32enne romagnolo da tempo attivo su Bologna per lavoro, amicizie ed impegno sociale. Coordinatore nazionale dei Circoli La Croce Quotidiano di Mario Adinolfi, promotore del Family Day di Piazza San Giovanni e del Circo Massimo. Il suo più acerrimo nemico, come lui stesso sostiene: "sono i cattolici a parole e laicisti nei fatti".

Abbiamo intervistato Mirko De Carli per conoscerlo meglio, conoscere il suo programma elettorale e le sue proposte per Bologna.

Come affronta il fatto di essere un candidato sindaco non bolognese? Pensa di conoscere bene la città e le sue problematiche?

"Bologna o la si ama o non la si ama. Io la amo perchè Bologna ha dato al mondo delle bellezze uniche come il Santuario della Madonna di San Luca e l'Alma Mater Studiorum. Simboli di una storia che trasuda di cristianesimo, di un società che ha dato testimonianza eccezionale del proficuo dialogo tra fede e ragione. Quel dialogo che ha da sempre alimentato le avanguardie culturali mondiali. Vivendo Bologna da anni per lavoro, amicizie ed impegni sociali e civili non potevo non raccogliere l'appello di molti che mi chiedono di 'sacrificarmi' per dar vita ad un'alternativa seria, credibile ed intransigente alle casematte rosso-arcobaleno.

Perchè 'sacrificarmi'? Perchè combattere contro un potere autoreferenziale e spavaldo come quello del Pd singifica davvero 'rendere sacra' una battaglia politica e civile: noi siamo quelli che vogliono liberare Bologna dall'ideologia laicista-arcobaleno. Per fare cosa? Per tradurre in pratica di governo la storica frase di Don Giussani: 'Non ci può essere vera liberazione senza Dio'. Bologna deve tornare essere una città dove Dio ha dimora, non dove le benedizioni pasquali nelle scuole pubbliche vengono negate".

Quali priorità dunque per Bologna?

"Saremo i difensori civici delle mamme e dei papà di Bologna. Questa è la nostra priorità. Basta sprecare i soldi pubblici con finanziamenti a centri sociali, Cassero ed altre realtà che danneggiano l'immagine di Bologna e la collocano sulle cronache nazionali ed internazionali con titoli che non appartengano alla sua storia: Bologna capitale dello smistamento della droga e Bologna regina della violenza dei collettivi in Università. Diamo soldi ai giovani che si vogliono sposare, ai giovani che vogliono mettere al mondo figli e al privato sociale che sopperisce alle lacune ed insufficienze del sistema pubblico. I solidi ci sono, le strutture ci sono: basta toglierle a chi non se le merita".

Cosa critica della giunta Merola?

Tutto. Un'amministrazione che ha fatto tutto il contrario di quello che avremmo fatto noi. Nulla di personale, solo una constatazione di merito. Per esempio togliere il bonus bebè, introdotto dalla giunta Guazzaloca, vi è sembrata una buona scelta di governo della città? In un momento di tassi natalità bassissimi cancelli il bonus bebè? Ricordo al Sindaco che una città che non fa figli è una città che non ha speranza, non ha futuro. Per cui occorre investire su chi desidera mettere al mondo figli. Noi ripristineremo la misura e 'rivolteremo come un calzino' il fisco locale: più tasse per i single, meno tasse per chi ha figli. Le mezze misure non ci appartengono.

Quali sono le richieste che vi arrivano dalla gente?

Di essere quelli che hanno avuto il coraggio di sfidare il potere con la sola forza della libertà e degli ideali in cui crediamo. Il Family Day contro le unioni civili ne è stato l'esempio plastico. Noi Popolo della Famiglia saremo cosi. Per cui i nostri candidati in consiglio comunale e nei quartieri saranno donne ed uomini che hanno rappresentato con coerenza le battaglia che porteranno in campagna elettorale: da una politica che non ha nulla a che vedere con i partiti della seconda repubblica e da una proposta programmatica capace di tradurre la dottrina sociale della Chiesa in capacità di governo. In ultimo ci dicono una cosa chiara e semplice: non tradite le battaglie del Family Day come hanno fatto i cattolici al governo. Per questo io dico: noi saremo quelli che daranno la vita per quelle battaglie senza accettare compromessi di nessun tipo.

Cosa l'ha spinto a candidarsi?

Il fatto che tanti, troppi cattolici non sarebbero andati a votare. Il tasso di astensione elettorale è diventato sempre maggiore nel corso degli ultimi anni: la stragrande parte è appartenente al mondo cattolico ed è scesa in piazza contro le unioni civili made in Alfano-Renzi. Noi oggi siamo la speranza per queste persone: la speranza di poter trovare un movimento politico che rimette al centro la famiglia non a parole ma con i fatti. Agendo e non parlando. Davanti a uno scenario simile ed avendo girato l'Italia insieme ad Adinolfi ho compreso quanto fosse necessario sfidare la casa matta rosso-arcobaleno nel luogo di elaborazione e di maggior forza, ovvero Bologna. Davanti a una sfida così importante e decisiva non potevo dire di no. Per questo ho risposto da cristiano dicendo: eccomi!

Quali sono le parole chiave della sua campagna elettorale?

Le riassumo con degli hastag che faranno parte del manifesto programmatico del Popolo della Famiglia:
#primalafamiglia: bonus bebè, buono famiglia di 2.500 euro per le giovani coppie che decidono di sposarsi e case popolari (recuperandole dai locali concessi gratuitamente a mondo lgbtq o occupate abusivamente da collettivi e centri sociali) per giovani coppie sposate che non riescono ad accedere ai mutui bancari o non riescono a sostenere gli alti canoni d'affitto bolognesi.
#piùfiglimenotasse: invertire l'impostazione fiscale del comune di Bologna, in modo da incentivare chi fa figli rispetto a chi è single. Il nostro modello? Famiglie numerose.
#domenicanowork: ridare spazio alla dignità della domenica come momento per la famiglia e per la libertà religiosa. Far si di favorire un'ordinanza comunale per definire la chiusura degli esercizi pubblici la domenica garantendo un servizio minimo nei vari settori a turnazione.
#piùsocietàmenostato: non faccia il comune quello che può fare la comunità. Grande spazio e riconoscimento pubblico al privato sociale che sopperisce ad un sistema pubblico spesso inadempiente ed insufficiente. 

Se non si candidassi lei stesso, chi voterebbe?

Purtroppo nessuno. Niente di personale. Noi siamo in campo perchè nessuno ci dava garanzie di lealtà e coerenza con le battaglie a noi care. Siamo l'alternativa ad un sistema politico che non ci piace. E per questo non è possibile esprimere alcun 'like' ai candidati che provengono da questa stagione politica. Noi siamo altro.

Ha parlato di legalità e di droga facendo riferimento ad alcuni fatti di cronaca. Ha delle proposte concrete per la città?

Bologna ha bisogno di legalità e sicurezza. Non può essere ricordata dalle cronache nazionali ed internazionale come la capitale dello smistamento della droga: non possiamo che tutto ciò accada più. Bologna e i bolognesi meritano di meglio. Per questo diventa ancora più decisiva la battaglia per liberare la città dai luoghi che generano questo male: centri sociali in primis.

Il nostro impegno, come Popolo della Famiglia, di far ritornare in possesso al Comune (o allo Stato) gli edifici pubblici in mano ai centri sociali rimane l’unico modo concreto e reale per togliere linfa vitale a un sistema di illegalità e violenza che sta ammalando ogni giorno di più la comunità bolognese. Oltre a questo proponiamo un’ ordinanza comunale per multare chi compra stupefacenti e richiedere alle forze dell’ordine di indicare ai servizi sociali i nomi dei tossicodipendenti, ma anche un invito ad assessori e consiglieri comunali a sottoporsi al test antidroga per dare il buon esempio. Un provvedimento articolato in più punti finalizzato non solo a sanzionare chi fa uso di droga ma anche ad operare per il loro recupero. L’ordinanza, infatti, prevederebbe una sanzione di 500 euro per chi acquista o consuma stupefacenti, ma con una riduzione a 75 euro per chi maggiorenne si impegna a seguire un percorso di recupero in strutture adeguate.  Verrebbe invece annullata invece per il minorenne i cui genitori si impegnano non solo a seguirlo nel percorso di recupero attraverso apposite strutture, ma anche a inserirlo in associazioni sportive, di volontariato o no profit.  Un esempio pratico di buona amministrazione che nasce come deterrente al clima di illegalità diffuso in città. Occorre dare una forte sferzata per arrestare questo ‘piano inclinato’ su cui giace come una bella addormentata nel bosco Bologna: noi dobbiamo essere quel pugno forte capace di ribaltarlo. Ridando ai giovani la possibilità di scoprire nella loro vita che la speranza non è solo un termine da vocabolario ma anche un’esperienza possibile e desiderabile. La droga questo lo nega in partenza. E noi dobbiamo lottare per estirparla da ogni angolo della nostra amata Bologna".
 

Ha parlato della cultura del niente. Che significa esattamente?

"Noi siamo impegnati in politica e nell’agone civile per contrastare questa “cultura del niente” ed offrire ai giovani bolognesi un pensiero forte ancorato su una visione di dialogo tra fede e ragione ispirata dalla grandezza del pensiero cristiano. Un impianto culturale, di cui Bologna trasuda in ogni suo angolo, capace di aprire il cuore dell’uomo al mondo e non rinchiuderlo dentro a retaggi ideologici.  Se oggi viviamo una stagione di deriva della laicità, portata all’estremo opposto ovvero il laicismo, è perché abbiamo dimenticato la grande lezione cristiana del ‘date a Cesare quel che è di Cesare, dato a Dio quel che è di Dio’, trasformandola in ‘date a Cesare quel che è di Cesare’ punto.  Togliendo e sopprimendo Dio dalla vita pubblica. Questo soffocare il rapporto della persona con il mistero porta poi, soprattutto i più giovani, a gettarsi nelle mani di estremismi radicali capaci di dare risposta immediata al bisogno di concretezza". 
 

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