Elezioni, Sergio Celloni candidato sindaco per GOL: "Il sistema Pd ha fallito"

INTERVISTA. Alle prossime comunali corre anche la lista civica Giustizia Onore e Libertà di Celloni, che racconta: "I politici non prestano più servizio ai cittadini. Serve qualcosa di diverso da un partito"

Sergio Celloni all'inaugurazione della sede GOL

Si chiama GOL la lista civica di Sergio Celloni in corsa alle prossime elezioni amministrative a Bologna. L'acronimo sta per "Giustizia Onore e Libertà". Nessun riferimento calcistico, anche se l'obiettivo è quello di fare gol a Palazzo d'Accursio ed entrarci come nuovo sindaco: "La nostra proposta è una proposta forte per la città. Vogliamo riportare la politica alla difesa dei diritti dell'individuo, calpestati in tutti questi anni da interessi generali sospetti, oscuri, arbitrari e spesso fallimentari". Così spiega Celloni, che è imprenditore nel settore dell'editoria e ha alle spalle una militanza decennale nel centrodestra. E' stato consigliere nel Comune di Modena con il Movimento per Cambiare insieme per Modena.

Partiamo dal nome della lista, ci descrive questi tre 'valori'?
Giustizia come ricerca costante, nella trasparenza e nella sobrietà, di un miglioramento del nostro codice etico. Onore come affermazione della propria dignità, onestà e coerenza, anche in funzione di una nuova e corretta dimensione dell’agire individuale e collettivo. Libertà come cardine di democrazia e dei diritti fondamentali dell’ individuo, per permettere il superamento di qualsiasi condizionamento economico e sociale, e così sancire la volontà di costruire, creare e produrre, nel bene dei singoli e della collettività.

Perchè una lista civica? Da chi è costituita?
Perchè i politici non rendono più servizio ai cittadini. Siamo contro qualsiasi forma di politica inadeguata che calpesta i diritti del cittadino. La politica non deve più essere ingabbiata da una sorta di verticistica e oligarchica appartenenza, che limita la partecipazione e crea solo professionisti della politica e protagonismi. Per la maggiore (e per il momento) siamo imprenditori, professionisti e commercianti. 

Ci parla del vostro programma elettorale?
Ci stiamo ancora lavorando e stiamo chiedendo anche agli elettori quali siano gli argomenti più sentiti dei cittadini felsinei. Certamente il nostro programma riguarderà il diritto alla vita, la libertà personale, la proprietà privata e la salute. Per quanto concerne la sicurezza e la giustizia proporremo di: indirizzare le forze dell’ordine e la procura verso la repressione dei reati contro la proprietà; richiedere alla magistratura il recupero del valore deterrente della pena (e per quanto possibile, di quello risarcitorio anche in collaborazione con gli istituti penitenziari); la dotazione alla Polizia Municipale dei mezzi logistici ed organizzativi per gli arresti e i fermi, con responsabilizzazione per area. Abbiamo pensato anche ai 'giubbotti gialli': persone formate che potrebbero girare per le strade e nelle zone più a rischio per monitorarle e far intervenire le forze dell'ordine. Vorremmo che ci fosse collaborazione con Tribunale, Questura e Penitenziario e vorremmo pressare la Procura e collaborare con essa al fine di accelerare l’espulsione a seguito di crimini contro il patrimonio. Per quanto riguarda le imprese e il commercio vorremmo la liberalizzazione delle licenze, l'azzeramento degli oneri di cambio d’uso delle proprietà immobiliari e la lotta alla burocrazia. Abbiamo anche tanti progetti per la mobilità. 

Cosa rimprovera a Merola? Chi voterebbe se non si candidasse?
Non è Merola che ha fallito, è il sistema PD che è fallimentare. Se dovessi votare qualcun'altro voterei il M5S perchè fa politica dal basso. 

Gli ultimi anni li ha trascorsi a Modena, dove è stato anche consigliere comunale: conosce abbastanza bene Bologna per pensare di poter fare il sindaco? 
Bologna é la mia cittá. Qui sono nato, qui ho studiato, la frequento parecchio. I miei progetti  incontreranno la sensibilità dei bolognesi con nuovi orientamenti e con una chiara visione di come deve cambiare nel futuro prossimo la politica di questa nostra città. D'altra parte le problematiche delle cittá emiliane non si differenziano di tanto.

Prima ha citato anche la mobilità, fra le questioni 'urgenti' per la città: ci spiega meglio quali sono i suoi obiettivi?
L'incidente che si è verificato mercoledì 3 febbraio in A14 per il ribaltamento di un camion e che di riflesso ha bloccato la tangenziale bolognese, è l'ennesima dimostrazione dell'inefficienza del sistema viario della nostra provincia e regione. L'attuale tangenziale, come gli altri raccordi periferici, nasce vecchia in quanto dal progetto alla realizzazione passano decine di anni. È necessario scongiurare questo problema per il prossimo passante Nord su Bologna. Vengono redatti studi di fattibilità con costi difficilmente quantificabili e soggetti a variazioni in corso d'opera, anche cospicui, che non trovano nessun riscontro negli Enti preposti, Ministero ed ANAS, rispetto alle relative approvazioni e accordi. Nei requisiti di progetto non esistono tempi e termini per l'esecuzione. Questo è un grosso problema perché, conoscendo le lungaggini delle nostre amministrazioni e della burocrazia, può produrre non giustificati ritardi. 
Inoltre, non si hanno ancora le idee chiare per come e dove possa essere l'inserimento del passante. Per quel che mi riguarda come imprenditore, conosco bene le realtà della mobilità, relativamente ai percorsi della via Emilia, urbani ed extraurbani, e ritengo fondamentale che questo posizionamento sia di ampio respiro, tale da collegare, la Chiesaccia, dove è stata aperta l'uscita e il raccordo dell'autostrada per arrivare fino circa a Castel San Pietro. L'attuale tangenziale con i relativi e dovuti raccordi, diventerebbe così un collegamento con la parte urbana della città.  La viabilità è un punto di estrema importanza sociale per la comunità, perché è risaputo quanto incidano il costo del fermo traffico e degli incidenti non solo sulla qualità della vita ma anche sul PIL.

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