Elezioni 2016: voto disgiunto, come funziona?

È possibile votare una lista diversa da quelle collegate al candidato sindaco prescelto, questo caso il voto 'è disgiunto'

Il 5 giugno cittadini al voto per eleggere il nuovo sindaco a Bologna, e nei comuni felsinei di Alto Reno Terme (nato dalla fusione di Granaglione e Porretta Terme), Castel del Rio, Gaggio Montano, Monghidoro e San Giovanni in Persiceto. 

COME SI VOTA. Nei Comuni superiori ai 15.000 abitanti si utilizza una sola schea sulla quale sono riportati i nominativi dei candidati Sindaco e, a fianco, il simbolo o i simboli delle liste che lo appoggiano. 

Si può votare tracciando un segno solo sul simbolo di una lista, assegnando in tal modo la propria preferenza alla lista contrassegnata e al candidato Sindaco appoggiato o tracciando un segno solo sul nome del Sindaco, votando così solo per il candidato Sindaco e non per la lista o le liste a quest'ultimo collegate;

VOTO DISGIUNTO. Si può votare anche tracciando un segno sul simbolo di una lista, indicando anche la doppia preferenza di genere, ovvero due preferenze per i consiglieri comunali purché di sesso diverso e appartenenti alla stessa lista, o contestualmente un segno sul nome di un candidato Sindaco non collegato alla lista votata: così facendo si ottiene il cosiddetto "voto disgiunto". In pratica è possibile votare una lista diversa da quelle collegate al candidato sindaco prescelto. 

E' eletto Sindaco (al primo turno) il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno), altrimenti si tornerà alle urne il 19 giugno per per scegliere tra i due candidati che al primo turno hanno ottenuto il maggior numero di voti (ballottaggio).

In caso di parità di voti al primo turno, verrà ammesso al ballottaggio il candidato alla lista più votata (maggiore cifra elettorale) e, in caso di ulteriore parità, verrà ammesso il più anziano di età (gli stessi criteri saranno usati in caso di parità nel ballottaggio). Al secondo turno viene eletto Sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti.

Per stabilire la composizione del Consiglio si tiene conto dei risultati elettorali del primo turno e degli eventuali ulteriori collegamenti nel secondo. In pratica, se la lista o l'insieme delle liste collegate al candidato eletto Sindaco nel primo o nel secondo turno non hanno conseguito almeno il 60% dei seggi ma hanno ottenuto nel primo turno almeno il 40% dei voti, otterranno automaticamente il 60% dei seggi. I seggi restanti saranno divisi tra le altre liste proporzionalmente alle preferenze

Nei Comuni inferiori ai 15.000 abitanti si vota con una sola scheda per eleggere sia il Sindaco che i Consiglieri Comunali. Ciascun candidato alla carica di Sindaco sarà affiancato dalla lista elettorale che lo appoggia, composta dai candidati alla carica di Consigliere.Sulla scheda è già stampato il nome del candidato Sindaco, con accanto a ciascun candidato il contrassegno della lista che lo appoggia. Il voto per il Sindaco e quello per il Consiglio sono uniti: votare per un candidato Sindaco significa dare una preferenza alla lista che lo appoggia. Viene eletto Sindaco, il candidato che ottiene il maggior numero di voti. 

Solo in caso di parità di voti tra due candidati si tornerà a votare (ballottaggio). Anche in questo caso risulterà eletto chi dei due avrà ottenuto più voti. In caso di ulteriore parità viene dichiarato eletto il più anziano. Una volta eletto il Sindaco viene anche definito il Consiglio: alla lista che appoggia il Sindaco eletto andranno i 2/3 dei seggi disponibili, mentre i restanti seggi saranno distribuiti proporzionalmente tra le altre liste.

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