Candidati alle Europee, il bolognese Lantino con il M5S: "Interessi dei popoli e non delle lobbies"

«È il voto più importante da quando esiste l’Unione perché servirà a chiarire le tendenze e le preferenze dei popoli europei. Il mio contributo sarà specialistico in materia di fiscalità internazionale, economia, finanza e trattati europei»

Salvatore Lantino è attivista del Movimento 5 Stelle dal 2012, ma questa è la prima volta da candidato e lo fa per le Europee 2019. Avvocato tributarista ed economista, esperto di diritto comunitario e di trattati europei, è stato professore a contratto di fiscalità internazionale all’Università di Bologna. 

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È importante questo voto? Perché?

«È il voto più importante da quando esiste l’Unione perché servirà a chiarire le tendenze e le preferenze dei popoli europei: se vogliono continuare a vivere nell’Europa dell’austerity, quella del 3%, del fiscal compact, degli egoismi degli Stati del nord, dell’Italia lasciata sola a gestire i flussi migratori, dell’elusione fiscale di decine e centinaia di miliardi da parte delle multinazionali e delle società del web. O se, invece, vogliono l’Europa dei primi articoli del trattato sull’Unione europea: solidale, giusta, trasparente, vicina ai popoli e preoccupata innanzitutto del loro benessere e del loro progresso».  
 
La sua candidatura: da quali esperienze politiche arriva e quali sono le sue motivazioni/valori?

«Sono entrato nel Movimento 5 Stelle nel 2012 ma finora non mi ero mai candidato; pur avendo dato il mio contributo in tutte le campagne elettorali, dal 2013 in avanti. Adesso, invece, ho il tempo per un eventuale incarico a tempo pieno. 
Credo nella giustizia e nella difesa dei più deboli, che in un mondo che diventa sempre più oligarchico sono sempre più soli e sempre più bisognosi di qualcuno che li tuteli veramente. L’impegno politico per me è anche un modo di onorare la memoria di mia madre e dei suoi genitori. Mia madre, a 11 anni, restò orfana di entrambi: nel 1944, mia nonna fu uccisa dai fascisti nella piazza principale di Imola; mentre suo padre fu ucciso, pochi mesi dopo, durante una battaglia contro i nazifascisti nelle colline sopra Castel Bolognese.
Persone che hanno dato la vita e che hanno sofferto molto per dare a noi quella libertà e quel benessere che diamo per scontati ma che invece vanno difesi e alimentati costantemente».
 
Cosa porterebbe a Bruxelles Salvatore Lantino?

«Il mio contributo specialistico in materia di fiscalità internazionale, economia, finanza e trattati europei. Dentro la UE dobbiamo risolvere problemi come l’elusione e la concorrenza fiscale delle grandi multinazionali e delle società del web, tutta la questione dei parametri privi di senso come quelli del 3% e in genere del fiscal compact, dobbiamo anche rilanciare l’economia chiudendo la stagione dell’austerity a tutti i costi, riformare la BCE per renderla uguale alle altre grandi banche centrali a partire dalla statunitense Federal Reserve».

L'Europa: quale il suo punto di vista sul ruolo dell'Italia? Cosa cambiare e come farlo?  Fake news e informazioni non corrette sui temi più battuti?

«L’Italia fino al 2018 non ha avuto quasi nessun ruolo in Europa. Invece adesso stiamo cominciando a difendere i nostri interessi e a riaffermare il nostro prestigio internazionale. In Europa deve cambiare molto. Dobbiamo costringere l’Europa a cambiare e tornare a difendere gli interessi dei suoi popoli e non quelli delle lobbies, dei potenti, della finanza e delle multinazionali. Assieme agli altri Stati dobbiamo andare in questa direzione, se vogliamo fare quello che serve alle persone. Non ci sono alternative. Fortunatamente le tendenze che intuiamo sono tutte in questa direzione. Siamo ottimisti. Anche se ci sarà da lavorare moltissimo».
 
Cosa spera di leggere sui giornali il 27 maggio 2019?

«Qualunque cosa che serva ad aiutare gli italiani e gli europei. Cosa fare è chiaro. Mi auguro che questa chiarezza non venga meno in funzione di chi avrà maggiori possibilità di contare di più in Europa. E che si passi dalle parole ai fatti. Noi siamo pronti».

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