Abolizione finanziamento ai Partiti, Zanni: 'Non immediata, presa in giro del Governo'

"Si scopre, che con l'abolizione si parte dal 2014, per arrivare un po’ per volta al 2017, sempre che nel frattempo non riescano ad inventarsi un’altra forma di finanziamento pubblico", così Confabitare interpella il Presidente della Repubblica

L'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti 'promessa da Governo Letta, come provvedimento immediato,  si scopre invece, che  si parte dal 2014 per arrivare  un po’ per volta al 2017". Così esprime il suo disappunto Alberto Zannni, presidente nazionale di Confabitare - associazione proprietari immobiliari, che ha portato l'argomento all'attenzione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Zanni ha interpellato il capo dello Stato attraverso una missiva in cui chiarisce: "Le scrivo in qualità di presidente nazionale di Confabitare per manifestare il nostro disappunto circa un altro problema che sta fortemente scuotendo l’opinione pubblica: l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Promessa dall’attuale Governo Letta, come provvedimento immediato,  si scopre invece, leggendo attentamente,  che  si parte dal 2014 per arrivare  un po’ per volta al 2017, anno in cui i partiti non avranno  più  un euro dallo Stato, ammesso che nel frattempo non riescano ad inventarsi un’altra forma di finanziamento pubblico".

"Mentre da sempre - continua Zanni - le associazioni come la nostra  vivono unicamente del sostegno degli associati e dell’impegno quotidiano di dirigenti e dipendenti,  senza alcun aiuto pubblico, faticando a volte anche a sostenere tutte le spese e le tasse che gravano sulla attività".  

Così  programmata, l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti - secondo l'Associazione - diventerebbe "una presa in giro per noi  cittadini considerando anche, alla luce di tutti gli ultimi  scandali, come tali finanziamenti vengono poi spesi. Avremmo invece apprezzato che il finanziamento pubblico ai partiti venisse completamente azzerato a partire da Gennaio 2014".

"Ancora una  volta - chiosa Zanni demoralizzato - potremmo dire che i politici tutto fanno per non meritarsi  né la stima né la  fiducia di coloro che li hanno votati e per lasciare noi italiani, sempre più disorientati, in uno stato di grande sconforto".                         

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