Merola sul no alle fusioni, critica al PD: "Nessuna iniziativa come era stato per Valsamoggia"

Il primo cittadino fa un confronto con Valsamoggia: "In quel caso abbiamo vinto perchè tutti si sono dati da fare. Al referendum di domenica e' andato a votare il 43% e il 75% ha detto no

Anche il sindaco Virginio Merola, dopo Raffaele Persiano, commenta il risultato del referendum sulle fusioni per Castenaso/Granarolo e Baricella/Malabergo, per cui ha vinto il no. E Merola punta il dito sul Partito Democratico: nel caso precedente della Valsamoggia "abbiamo vinto perche' tutti si sono dati da fare", mentre stavolta "non ho visto nessuna iniziativa di partito" ha detto ieri sera  durante un incontro al circolo Murri, sollecitato dagli iscritti.

"Nella Valsamoggia abbiamo vinto e abbiamo messo insieme cinque Comuni", ricorda il sindaco: con Baricella-Malalbergo e Castenaso-Granarolo "non ci siamo riusciti", senz'altro perche' i dem devono fare i conti con "un'onda contraria, tutto quello che viene proposto da forze come il Pd viene fatto passare come una proposta di elite o che appartiene al passato, quindi quelli che si oppongono hanno il loro momento favorevole". Pero' in "Valsamoggia, scusate ma non ce l'ho con nessuno- aggiunge Merola- abbiamo vinto perche' tutti si sono dati da fare". In questa occasione "e' andato a votare il 43% e il 75% ha detto no.

Io non ho visto nessuna iniziativa di partito nel Comune di Granarolo o di Malalbergo, quindi- dichiara Merola- torno a quello che sta diventando il problema di sempre: o ci diamo una mossa, ci rimettiamo in sesto e riprendiamo il gusto della battaglia politica, di parlare con le persone in carne ed ossa e non solo con Twitter o Facebook, oppure navighiamo in acque sbagliate, perche' dal punto di vista logico non ha un cavolo di senso dire no alla fusione". Il Comune della Valsamoggia si e' messo insieme e oggi ha un bilancio da spendere di oltre 20 milioni, soldi che non aveva prima- sottolinea il sindaco- semplicemente utilizzando gli incentivi di legge". 

Cosa e' cambiato per quei cittadini della Valsamoggia? "Niente, hanno il loro municipio e il loro campanile, quello che prima chiamavano Comune si chiama frazione o municipalita', ma- sottolinea Merola- hanno un sindaco che ha messo insieme 30.000 abitanti e quindi ha piu' risorse". Perche' la gente si oppone a questo? "Perche'- si risponde Merola- ha paura di tutto, vota il Governo del cambiamento a patto che non cambi niente. Abbiamo un problema culturale, di battaglia politica e di avere il coraggio delle nostre azioni, perche' non si e' mai visto che si indice un referendum e a fare la campagna elettorale sono i due sindaci, con i loro assessori. Abbiamo un problema interno di discussione e dovremo affrontarlo prima o poi".

C'entra anche l'uso del web, per Merola, ma non e' tutto li': "Siamo in ritardo sull'uso dei social e dovremo discutere di come organizzare meglio la nostra presenza ma, insisto, dovremo anche riprendere un rapporto reale con le persone". Che, sulle fusioni, per il sindaco non significa cambiare idea. "La gente ci ha individuato come il potere, l'establishment, il vecchio da spazzare via e interrompere questa cosa- avverte Merola- richiede una capacita' forte di reagire, ma non rinunciamo a dire la verita'": e cioe' che "la cosa giusta era la fusione e bisogna riprendere un rapporto con i cittadini per arrivare la prossima volta a spiegarlo meglio". Intanto, "si mantengono questi Comuni con le loro difficolta' economiche, che magari- teme Merola- verranno fuori quando si approvera' la legge di bilancio. Oggi la gente nella nostra realta' e' abituata a stare bene, c'e' una parte in sofferenza che sono i poveri e i giovani che non hanno il papa' che garantisce loro di andare avanti. A loro dobbiamo parlare, ma non c'e' una situazione di emergenza sociale che motivi le persone a dire che forse mettersi insieme e' meglio". (Dire) 

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