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Migranti, a Bologna summit sindaci per aprire canali regolari: "Se il governo dice no, lo facciano città"

La proposta dei sindaci di Bologna e Lampedusa per attuare il Global Compact, il patto delle Nazioni Unite sulle migrazioni

 

Se il Governo italiano ha deciso di non aderire e condividere il Global Compact sulle migrazioni, allora a farlo siano le città. È la proposta lanciata dai sindaci di Bologna e Lampedusa, Virginio Merola e Salvatore Martello, in occasione di un convegno che si sta svolgendo oggi nel capoluogo emiliano per approfondire il documento discusso alla conferenza di Marrakesh di dicembre.

Mentre "l'esempio che dà il ministro Matteo Salvini è di incitare all'odio e al rancore -afferma Merola- ora noi vorremmo dare l'esempio come sindaci, nel senso che organizzeremo qui a Bologna, insieme a Lampedusa, un convegno di tutti i sindaci italiani per l'adesione al Global Compact, cioè per dire che abbiamo bisogno di immigrazione regolare, ordinata e sicura e non di queste contrapposizioni elettorali alle quali, purtroppo, ci stiamo abituando".

Il sindaco bolognese invita dunque le altre città ad approvare "specifici ordini del giorno nei Consigli comunali" e ad "intensificare le relazioni con le città del Mediterraneo". Per Merola, "è evidente che il ruolo delle città è importante per una reale integrazione. Di tutto si parla tranne che di integrazione e di immigrazione regolare, ordinata e sicura.

Aderire alla proposta dell'Onu sul Global Compact- ricorda il primo cittadino di Bologna- non ha effetti vincolanti per nessuno, pero' indica degli obiettivi di cui abbiamo un estremo bisogno. È ora che le città si muovano insieme, per costruire canali di immigrazione regolare, così come già stanno facendo altri Paesi europei".

Ad esempio, segnala Merola, il Comune di Bologna sta stringendo patto di collaborazione con alcune città della Tunisia e del Marocco. 
Con l'iniziativa partita oggi, "Bologna tende la mano non a Lampedusa ma all'Italia", dichiara Martello. "Invece di affrontare gli argomenti solo ed esclusivamente con messaggi telefonici o con i tweet o su Facebook- aggiunge il sindaco siciliano- bisogna tornare con i piedi per terra".

In questo senso, anche le Universita' italiane "potrebbero svolgere una grande attività", è l'appello aggiuntivo di Martello, per "capire il fenomeno, capire come lo si deve gestire e dare delle regole". Ma bisogna farlo, però, dando "ad ogni cosa il nome giusto -conclude- per non creare confusione e spaventare la gente". (Dire)

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