Governo, Pd Bologna plaude direzione nazionale: "È passata la nostra linea"

Merola: "La direzione del Pd si è conclusa con un voto unanime che dà mandato al segretario Zingaretti di provare a verificare la possibilità di un nuovo Governo, non un governicchio per poco tempo ma un Governo di svolta su un programma condiviso e non su un contratto"

La direzione nazionale Pd approva all'unanimità la mozione del segretario Nicola Zingaretti per provare a uscire dalla crisi di Governo. E a stretto giro arriva il plauso del sindaco di Bologna e presidente del Pd dell'Emilia-Romagna, Virginio Merola, che nei giorni scorsi aveva proposto con forza l'accordo coi 5 stelle per proseguire la legislatura.

"La direzione del Pd si è conclusa con un voto unanime che dà mandato al segretario Zingaretti di provare a verificare la possibilità di un nuovo Governo - sottolinea Merola sui social - non un governicchio per poco tempo, ma un Governo di svolta su un programma condiviso e non su un contratto. È quello che avevo proposto insieme al segretario di Bologna e ai parlamentari della nostra città. Ma non sarà una strada facile, avverte il deputato Pd Gianluca Benamati, che nei giorni scorsi ha condiviso la presa di posizione di Merola".

"Non sarà una crisi facile - afferma Benamati - il voto può essere evitato solo con una maggioranza di Governo ampia, che si sostenga su un programma serio e concreto, che abbia una durata temporale ragionevole. La situazione economica e sociale del Paese non è idonea per tollerare Governi di breve durata o transitori. Se non si verificheranno queste condizioni vi è il voto. Bisogna essere molto seri e determinati nel verificare le condizioni per un nuovo Governo".

Della stessa idea è anche l'ex senatore Sergio Lo Giudice, componente della direzione nazionale dem, secondo il quale serve "un accordo assai diverso dalla buffonata del contratto gialloverde, che individui alcuni temi importanti per rilanciare l'economia del Paese e consenta di uscire dalla melma nera salviniana. È una strada semplice? No, per nulla. Anche per questo ho condiviso in questi giorni la prudenza di Zingaretti, che non si è stancato di ripetere che il Pd è pronto ad andare al voto e indisponibile ad accordi pasticciati".

Secondo Lo Giudice, "solo da una netta discontinuità con l'esperienza gialloverde, una discontinuità non presente ieri nelle parole di Conte se non nella focosa presa di distanza dall'ex alleato, potrà partire una nuova fase della legislatura. Non basta sconfessare Salvini, occorrerà ritornare subito su alcune delle misure da lui imposte, a partire dagli orrendi decreti sicurezza. Ripartiamo, se ci si riesce, da un nuovo progetto che abbia come priorità giustizia sociale, lavoro, istruzione, welfare, diritti, ambiente, che faccia uscire il Paese dalla paura indotta e riduca davvero le insicurezze dei cittadini. Si può fare, forse. Altrimenti si torni a votare".

Bonaccini

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, presente questa mattina a Roma alla direzione nazionale del Pd: "Al Paese serve un Governo che governi - afferma Bonaccini - non crisi al buio e campagne elettorali permanenti. Bene il pieno mandato a Zingaretti, con il Pd finalmente unito e che lascia fuori dalla porta le liti, come ci chiede la nostra gente. L'Italia ha bisogno di una svolta sociale e ambientale, democratica ed europea. Mettiamo una proposta forte e innovativa nelle mani autorevoli del presidente Mattarella".

Della stessa idea è anche Paolo Calvano, segretario regionale dei dem in Emilia-Romagna, uscendo a sua volta all'assise del partito. "Il Pd esce compatto dalla propria direzione nazionale, sulla proposta del proprio segretario nazionale Nicola Zingaretti - commenta Calvano, parlando alla Dire- il Pd è pronto a valutare se esiste una base parlamentare solida per un Governo di svolta e di lungo respiro. In caso contrario siamo pronti al voto. Bene così sia nel merito che nel metodo. Proseguiamo il percorso in modo compatto, come anche il nostro territorio ha più volte ribadito in questi giorni, nell'interesse innanzitutto del nostro Paese e della nostra regione".

Parlamentari

Alla fine alla direzione nazionale del Pd ha fatto breccia il cosiddetto 'lodo Bologna', ovvero la proposta di tentare la strada di un Governo di legislatura coi 5 stelle lanciata nei giorni scorsi dal Pd sotto le Due torri. Un documento firmato dal segretario provinciale Luigi Tosiani, insieme al sindaco Virginio Merola e ai parlamantari dem Gianluca Benamati, Francesco Critelli, Andrea De Maria e Luca Rizzo Nervo.

Che oggi rivendicano il successo dell'operazione. "La direzione nazionale del Pd ha dimostrato di essere all'altezza della fase difficile che vive il Paese - commentano i sei esponenti democratici - l'unità di oggi del Pd è la prima condizione per affrontare le sfide che ci aspettano".

Tosiani e gli altri dicono di aver "molto apprezzato la relazione del segretario Nicola Zingaretti. Abbiamo ritrovato nelle sue considerazioni i contenuti del documento che avevamo sottoscritto insieme negli scorsi giorni, definito il 'lodo Bologna'". I sei esponenti Pd ribadiscono quindi che "per noi è giusto lavorare a un Governo di legislatura, di alto profilo, che apra una fase nuova nel Paese. Una fase nuova che avrebbe un grande valore anche rispetto all'appuntamento delle elezioni regionali in Emilia-Romagna, di grandissima importanza non solo per la nostra Regione", ma allo stesso tempo "senza paura della prova elettorale se questo tentativo non avrà successo".

Oggi dunque "abbiamo trovato l'obiettivo del Governo di legislatura nelle parole di Zingaretti, con nettezza e chiarezza, e ne siamo molto soddisfatti", concludono Tosiani, Merola e i parlamentari bolognesi del Pd. (Dire)

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