Gualmini attacca Merola: 'Renzi vuole persone che non si vergognino delle sue scelte'

Resa dei conti del Partito Democratico dopo alcune dichiarazioni del sindaco rieletto a Bologna: "Quando Merola firma a favore del referendum contro il Jobs Act evidentemente ci sono dei problemi"

Si parla del sindaco di Bologna nel salotto politico televisivo di Lilli Gruber. A citare Virginio Merola è la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Elisabetta Gualmini e non lo fa in termini positivi:  la resa dei conti in casa Partito Democratico non lo risparmia, nonostante la rielezione al ballottaggio.

I renziani non hanno affatto dimenticato gli inviti del primo cittadino all'indirizzo del segretario-premier perchè non tornasse sotto le Due Torri a sostenerlo prima del secondo turno, ne' la sua firma ai referendum Cgil. Merola aveva criticato Matteo Renzi anche la sera del ballottaggio 

A lanciare una stoccata nei confronti di Merola (ma anche di Piero Fassino, disarcionato a Torino) è stata la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Elisabetta Gualmini, ospite ieri sera di Lilli Gruber negli studi di "Otto e mezzo". In un passaggio del programma, dove era presente anche l'ex ministro della Lega Roberto Calderoli, la Gualmini ha detto che Renzi deve avere attorno "persone che non si vergognino di quello che il Governo sta facendo, ma lo rivendichino con forza".

Calderoli le sottopone allora i casi del sindaco di Cagliari Zedda, ma soprattutto quelli di Fassino e Merola, che "al secondo turno hanno chiesto che Renzi non andasse a fare campagna per loro". Risposta di Gualmini: "Il problema è' di Merola, Fassino e del sindaco di Cagliari che non devono dire queste cose e non farle".

Poi la politologa, ex presidente dell''istituto Cattaneo, cita in particolare il primo cittadino di Bologna: "Quando Merola firma a favore del referendum contro il Jobs act che è la riforma-simbolo del suo partito, evidentemente ci sono dei problemi. Ha perfettamente ragione Calderoli"

In un altro momento dell'intervista Gualmini rivela anche che a Torino avrebbe riflettuto su un voto a Chiara Appendino, la neo-sindaco M5s che ha scalzato i democratici. "Sono convinta che chi perde, chi sta in minoranza e chi appartiene al passato ad un certo punto debba fare un passo indietro. Poi se la gente sceglie l'originale o la copia questo è. In questi tempi - sottolinea Gualmini- non si può più pensare ne' di fare politica a vite n' di essere perennemente sulla scena politica a dettare la linea, bisogna fare un passo indietro. Se a Torino avrei votato la Appendino? Ovviamente ci avrei riflettuto, risponde la numero due di Stefano Bonaccini.

(fonte DIRE) 

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