La Magneti Marelli per il 25 aprile dice no a Comune e Anpi: "Non sono dipendenti"

Le reazioni dei partigiani e dei politici alla decisione presa nei giorni scorsi dall'azienda e denunciata dai sindacati. Calenda: "Italia non è un Paese normale"

Fa discutere la decisione della Magneti Marelli di sbarrare le porte al Comune di Bologna e ai partigiani per la celebrazione del 25 aprile. I sindacati avevano organizzato, come ogni anno, una commemorazione all'interno dell'azienda, in ricordo di Gualtiero Marzocchi, operaio e partigiano ucciso dai tedeschi durante la lotta di Resistenza. 

Come sempre - denunciano i sindacati - erano stati invitati ospiti esterni: quest'anno un rappresentante dell'Anpi e l'assessore Marco Lombardo in rappresentanza del Comune di Bologna. Ma l'azienda ha risposto negativamente, motivando la scelta in virtù del fatto che gli ospiti non sono dipendenti.

Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto di rivedere la decisione con una lettera inviata giorni fa, ad oggi rimasta senza risposta. Nel frattempo la questione è diventata un caso e ieri sera, a margine di un incontro del Partito democratico all'Opificio Golinelli, ne ha parlato anche l'ex ministro Carlo Calenda, capolista dem nel collegio del nordest alle Europee.

"Hanno sbagliato, se è la commemorazione di un partigiano facessero entrare l'Anpi. Non si possono fare le cose normali per cinque minuti in questo paese?". Prima di lui, critiche anche dal sindaco Virginio Merola e dall'assessore Marco Lombardo, oltre che da parte dei sindacati e ovviamente dell'Anpi.

"Non vogliamo esterni, dicono alla Magneti Marelli, forse se ci si presenta lì indossando la maglietta dell'azienda fanno entrare - il commento ironico del sindaco - Chissà chi proverà. Onore al partigiano operaio della Magneti Marelli caduto per la nostra libertà e anche per quella dei vertici dell'azienda".

Sdegno e riprovazione da parte dell'Anpi: "Viviamo davvero tempi duri - afferma la presidente Anna Cocchi - se ancora non si è capito (o si fa finta di non capire) che il 25 aprileè la Festa della Liberazione dal nazifascismo e che, quindi, è una festa di tutte le persone democratiche che si riconoscono nei valori della nostra Costituzione. Davvero- conclude- si tratta di una decisione tanto pretestuosa quanto inutile, che prima di non condividere facciamo fatica a comprendere".

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