Philips Morris, Renzi in città per la posa della prima pietra: contestazioni annunciate

Dopo Fiom e Sel, anche l'Altra Emilia Romagna e Rifondazione Comunista annunciano la volontà di manifestare contro il premier e le modifiche all'articolo 18: "Basta una prima pietra per farci narrare dalla propaganda del PD come il Premier sia un paladino dei lavoratori,ma è solo un gesto simbolico"

Nessun commento sulla contestazioni annunciate per l'arrivo in città del premier Matteo Renzi, domani 10 ottobre, in occasione della posa della prima pietra del nuovo stabilimento della Philip Morris a Crespellano.

"Non credo che Philip Morris si spaventerà per le proteste", afferma il presidente di Confidustria Emilia-Romagna, Maurizio Marchesini. "Di Philip Morris ce ne vorrebbe una al giorno. Basterebbero anche più piccole", afferma Marchesini, sottolineando l'importanza dell'operazione per l'economia locale. Un investimento, quello della multinazionale del tabacco che prescinde alle modifiche dell'articolo 18. "Sono ben consci che attorno c'è il Paese- riferisce il numero uno degli industriali emiliano-romagnoli, che ha incontrato piu' volte i vertici della Philip Morris- ma sono venuti qui perchè devono fare una cosa difficile, un nuovo prodotto, e hanno bisogno di personale qualificato, terzisti efficaci e di un ambiente sociale sereno".

CONTESTAZIONI ANNUNCIATE. Si ingrossa la pattuglia dei contestatori che venerdì si sono dati appuntamento per protestare contro il premier e le modifiche all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Dopo la Fiom e Sel, anche l'Altra Emilia-Romagna, lista di sinistra collegata al movimento greco di Alexis Tsipras, ha annunciato la propria presenza alla cerimonia di inaugurazione. "Naturalmente non contestiamo l'investimento della multinazionale- spiega Cristina Quintavalla candidata presidente dell'Altra Emilia-Romagna alle prossime elezioni regionali- che, anzi, è benvenuto in una regione che ha visto in questi anni un depauperamento spaventoso del suo tessuto industriale cui l'amministrazione Errani non ha saputo porre rimedio". L'obiettivo della protesta è, semmai, il presidente del Consiglio. "Saremo a Zola per ricordare a Renzi che questa scelta della Philip Morris dimostra, se ce ne fosse bisogno, che il problema della disoccupazione in Italia non risiede nei diritti dei lavoratori ma nell'assenza di una politica industriale degna di questo nome", spiega Quintavalla. "I buoni imprenditori, quelli che competono sull'innovazione e non solo sul costo del lavoro, non sono spaventati dall'articolo 18", conclude.

A manifestare domani sarà anche Rifondazione Comunista – Federazione di Bologna, che dice: "Basta una prima pietra per farci narrare dalla propaganda del Partito Democratico come il Presidente del Consiglio sia un paladino dei lavoratori, peccato che sia solo un gesto simbolico che dietro nasconde l’assenza di una politica industriale per l’occupazione, sia in Italia che in Emilia Romagna. Poco importa che, a fabbrica ultimata, i lavoratori che verranno assunti con le nuove regole da lui disegnate saranno ricattabili e licenziabili in ogni momento, l’importante per questo governo (e per Renzi) è l’apparenza, è il coprire con questi gesti l’assenza di una seria politica economica, industriale ed occupazionale per uscire dalla crisi". Poi incalza Rifondazione Comunista, "sappiamo bene che questo governo, completamente prono ai voleri della Troika e della BCE, prende a pretesto la crisi economica per ridisegnare completamente il mercato del lavoro, abbattendo le conquiste dei lavoratori ottenute tramite anni di lotte sindacali e politiche. Questo governo è in linea con l’ideologia che concepisce i rapporti di lavoro solo come precari, dove i padroni possono decidere impunemente se licenziare o meno, magari qualche sindacalista o attivista politico scomodo."
Il governo Renzi insomma - chiosa Rifondazione Comunista - "ha barattato le lotte dei lavoratori, il futuro dei giovani per rassicurare le Banche e le grandi imprese. Ha fatto si che il sogno di Berlusconi e della destra si avverasse: in questi giorni si appresta a dare gli ultimi colpi all’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, l’ennesimo (inutile) regalo ai soliti noti."

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