Morto Luciano Guerzoni, senatore ed ex Presidente della Regione

Il cordoglio di Bonaccini: 'Ci esortava a vigilare, perchè nulla è scontato, nè pace, nè democrazia' 

È scomparso all'età di 82 anni, a causa di una malattia, Luciano Guerzoni. Politico di lungo corso, ha ricoperto incarichi prestigiosi non solo a livello lcale, ma anche a Bologna e a Roma, sempre nel solco della sinistra tra le cui fila esordì giovanissimo.

Formatosi nel Pci modenese degli anni '60, transitò poi tra Pds, Ds e Pd. Consigliere comunale a Modena e poi regionale, divenne anche Presidente della Regione Emila Romagna tra il 1987 e il 1990.

Eletto come senatore per quattro legislature consecutive, dal 1992 al 2001. Punto di riferimento della sinistra progressista, ricoprì ruoli anche nell'Anpi.

“Guerzoni ha dedicato la sua vita all'impegno politico e il suo è stato un contributo prezioso - è il ricordo del sindaco Virginio Merola - per le Istituzioni del nostro paese. Come presidente della Regione prima e come parlamentare poi, ha sempre posto grande attenzione ai valori della solidarietà, della giustizia, della laicità e del pluralismo. Voglio poi ricordare che come vicepresidente dell'Anpi in quest'ultima parte della sua vita ha continuato la sua attività con grande generosità a favore della democrazia e per l'antifascismo".

"Una vita dedicata all'impegno politico, senza mai tirarsi indietro, senza mai risparmiarsi - ha scritto l'attuale presidente Stefano Bonaccini - per quelli della mia generazione, quando abbiamo mosso i primi passi in politica, è stato un punto di riferimento. Era una persona solida, generosa, disponibile. Sempre attento ai bisogni, alle richieste del territorio. Aveva ben chiara la sua missione e in questo modo ha vissuto fino in fondo il suo ruolo di rappresentante delle istituzioni".

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Per Bonaccini Guerzoni era "un figlio del Novecento: aveva visto la seconda guerra mondiale, la barbarie del fascismo e del nazismo. Per questo - conclude Bonaccini - si era messo a disposizione dell'Anpi, di cui era diventato vice presidente nazionale. Non dimenticava mai quel passato angoscioso che pendeva minaccioso sul nostro futuro, non si stancava di ripeterlo. E ci esortava a vigilare, perchè nulla è scontato, nè pace, nè democrazia". 

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