Navile, Ara: "Chi ha investito in Bolognina oggi è contento"

INTERVISTA al presidente del quartiere che lo immagina fra dieci anni: "Sarà popolato da giovani, collegato al resto del mondo con il Tecnopolo come cuore pulsante"

Quella "Bolognina" apparentemente senza pregi descritta dalle cronache di qualche anno fa pare stia facendo spazio a una fetta di città appettibile, collegata ottimamente con il centro e ricca di opportinità. E lo scorso fine settimana a celebrare l'orgoglio delle periferie anche il "Bolognina Festival", evento “partecipato e inclusivo”.

Anche il mercato immobiliare sembra confermare questo trend verso la Bolognina: «Lo avevamo previsto - spiega il presidente del quartiere Navile Daniele Ara -  e mentre tutti si lamentavano noi ci siamo rimboccati le maniche per sfruttare tutte le opportunità. La Bolognina è appena fuori dal centro, a due passi dall'Alta Velocità, ben servita dai mezzi pubblici e comoda per chi si muove in auto. A breve, con il People Mover, sarà collegata con tutto il mondo: per queste ragioni è naturale che abbia una grande attrattività. La Bolognina non è periferia, ma un punto strategico». 

«Siamo in una fase interessante non solo per gli immobili ad uso abitativo, ma anche per quelli a scopo commerciale - continua Ara - aperture al Mercato di via Albani, la rinascita del DLF (dopo lavoro ferroviario), un ristorante nuovo in via Tiarini e negozi in via Fioravanti confermano un certo fermento positivo anche in questa direzione». 

Nel "Piano Periferie" fatto slittare dal Governo, c'era anche un progetto importante...

«Sì. La riqualificazione dell'ex parcheggio Giuriolo, il recupero di un edificio dismesso che un tempo era adibito a parcheggio multipiano, per convertirlo in polo di conservazione e restauro delle pellicole cinematografiche della Cineteca di Bologna. Siamo molto preoccupati per questo stop e presenteremo proprio in queste ore un ordine del giorno ai parlamentari bolognesi per fare in modo che questa fase prosegua, anche perchè ci sono di mezzo anche quaranta posti di lavoro». 

Parte del suo quartiere è condiderato la China Town bolognese, ma le comunità popolano il quartiere sono molte... 

«Le comunità che vivono il nostro quartiere sono quelle rumene, cinesi e nord africane e il procedimento di intagrazione procede benissimo con seconde generazioni di cittadini che si considerano a tutti gli effetti della Bolognina. C'è ancora certamente molto da fare ma non percepiano per esempio la presenza di veri e propri ghetti». 

L'illegalità: come va con le problematiche legate alla delinquenza? 

«La gestione dell'illegalità resta sempre un problema importante. Molti soggetti stranieri vengono reclutati e usati come bassa manovalanza dello spaccio da masse che vendono droga ai consumatori italiani. Buona sinergia con le Forze dell'Ordine, ma speriamo sempre che arrivi più personale sul territorio. Sono state promesse delle soluzioni, vedremo quando arriveranno». 

Quali sono le segnalazioni che i cittadini fanno più frequentemente all'URP? Per cosa servirebbero maggiori risorse? «I cittadini si lamentano per la maggiore della manutenzione delle aree verdi, segnalano situazioni critiche sulla cura del territorio (alberi, gestione dei cassonetti dei rigiuti...) e sono di base (giustamente) molto esigenti e su alcune questioni legate alla viabilità intesa come manutenzione stradale. In effetti ci vorrebbero più risorse per la cura della città, per abbassare anche la percezione di disordine urbano e insicurezza». 

Come va con i comitati di cittadini? Qualche bella novità che fa piacere a tutti?

«Credo si sia arrivati alla consapevolezza che sollevare problemi non porta a molto e si sente molto di più la volontà di essere più comunità. La collaborazione con i comitati è costruttiva e fa bene. Fra le cose belle segnalo la già citata rinascita del DLF, i progetti di integrazione sociale sia alla Bolognina che alla Pescarola, la ripresa delle Caserme Rosse (trasformazione della bocciofila in struttura polifunzionale) e il bilancio partecipativo a Corticella per sette progetti che verranno votati dai cittadini». 

Il suo quartiere fra 10 anni: come sarà?

«Il Navile fra 10 anni sarà un quartiere certamente più giovane. Si sarà consolidata l'economia della conoscenza al posto di quella industriale. Avremo giovani coppie che sceglieranno di mettere su casa al Navile e abitarlo, visto che i servizi di certo non mancano. Un quartiere che non sarà collegato solo al centro storico, ma sarà collegato al mondo intero grazie all'aeroporto e ai mezzi veloci con i quali raggiungerlo (People Mover). Ci saranno il campus al Lazzaretto e il Tecnopolo, che sarà il cuore pulsante della regione. Resterà un quartiere della memoria e al tempo stesso un quartiere accogliente ed ospitale, che darà la possibilità agli studenti di restarvi anche dopo l'università». 

Incontra un turista a Bologna: come lo convince a visitare anche il suo quartiere?

«Gli parlerei della Bologna vera e autentica. Lo inviterei a girare per il Navile e capire chi sono i bolognesi, partendo dal Museo del Patrimonio Industriale e arrivando a quello di Ustica, magari con in mezzo una bella padalata lungo il canale

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