Referendum, il fronte del No gongola: manifestazione anti-Renzi e festeggiamenti

Anche se a Bologna ha vinto il Sì al referendum costituzionale, la voce dei contrari si è fatta sentire. L'esultanza, appreso il risultato definitivo e le imminenti dimissioni di Renzi, non è mancata

A Bologna ha vinto il Sì al referendum, in controtendenza con il resto d'Italia ( ha stravinto il No con il 59.11%), ma anche nel capoluogo emiliano  la voce dei contrari si è fatta sentire. L'esultanza, apprese le imminenti dimissioni del Premier Matteo Renzi, non è mancata.

A caldo, circa un centinaio di persone, con bandiere dei sindacati di base, hanno sfilato in corteo in Piazza Maggiore ieri notte intonando cori contro il presidente del Consiglio e il Pd. I manifestanti hanno esposto uno striscione con scritto 'Renzi a casa' e hanno bruciato alcune bandiere del Comitato per il sì e un fantoccio raffigurante il segretario dem.

Gongola anche il Movimento 5 Stelle. Il consigliere comunale Massimo Bugani, alla notizia dell'addio di Renzi non ha perso tempo: "Si è dimesso - ha scritto in un post su Facebook -  Ora tocca a noi non lasciare nulla al caso e farci trovare pronti. A noi il dovere di pensare solo al bene dell'Italia e alla immensa responsabilità che ci attende. Gianroberto starebbe già pensando a domani e alle tante cose da fare.". Così i grillini già si preparano al futuro.

Soddisfazione anche  per la Lega Nord. Il consigliere comunale Umberto Bosco posta una foto di brindisi in strada, sullo sfondo la bandiera del Carroccio. "Si gela ma si festeggia! #Renziacasa", gioisce il consigliere. L'ex candidata sindaco leghista, Lucia Borgonzoni, non alza il calice ma punta sull'ironia: posta via social network un fotomontaggio che ritrae Renzi e il Ministro Maria Elena Boschi con valigie al seguito, pronti alla partenza.
"Il vento è cambiato", così Marco Casalini­­ Segretario Lega Nord­ ­sezione Imolese, per il quale "la vittoria del NO su scala nazionale e il tracollo dei SI sul territorio imolese dimostrano l'inadeguatezza della proposta "pseudo-riformista" del PD. Un NO alle imposizioni di Roma e Bruxelles, un NO alle bugie del dimissionario Renzi, un NO alla deriva oligarchica e un NO all'impedimento di votare direttamente i propri rappresentanti nelle Istituzioni."
A Imola la sconfitta del "partitone" di viale Zappi "è lampante", aggiunge Casalini:­­"La certezza di portare a casa un risultato a loro favorevole si è trasformata nella certezza che da oggi il Partito Democratico non esiste più. Il vento è cambiato, il rinnovamento e la forza popolare sono inarrestabili."
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Anche la Sinistra Italiana gioisce: "Ha vinto la Costituzione, tanta Sinistra nel voto". Così l'On. Giovanni Paglia, aggiungendo: "Sono stati sconfitti Matteo Renzi e il suo populismo dall'alto, il tentativo di cambiare le regole a proprio uso e consumo e la ricerca del plebiscito. 
Voglio ringraziare tutti quelli che in questi mesi di impegno e poi nelle urne ci hanno permesso di ottenere un risultato straordinario, in cui c'è anche molto voto di sinistra". 
Anche Paglia guarda avanti - "Ora si tratterà di scrivere tutti insieme una legge elettorale che riconcili cittadini e Parlamento, senza fretta e ricatti, per poi tornare al voto" - e promette: "Io lavorerò perché per allora sia in campo una sinistra forte e unita, che sappia rispondere a quelle che continuano a essere le vere emergenze del Paese, lavoro, disuguaglianza e povertà".

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