Chiusura punto nascite Porretta, Rizzo Nervo: 'E' per la sicurezza di mamme e bimbi'

Non sarebbe di una questione economica, secondo l'assessore bolognese alla Sanità, ma il collega porrettano non ci sta: 'Affermate con chiarezza che si accentra per risparmiare, fareste più bella figura'

Ospedale Porretta, chiuso il punto nascite: ostetriche trasferite, proclamato lo stato di agitazione
I lavoratori e i cittadini si erano fatti sentire, andando a protestare sotto gli uffici della Regione il 3 dicembre (GUARDA IL VIDEO), ma il punto nascite dell'ospedale di Porretta Terme è giunto al capolinea: sarà inattivo da domani 14 febbraio, il personale verrà trasferito presso altre strutture dell'azienda sanitaria, mentre le e Ospedale Porretta, chiuso il punto nascite: ostetriche trasferite, proclamato lo stato di agitazione donne in gravidanza potranno scegliere l'Ospedale Maggiore, il  S.Orsola-Malpighi o quello di Bentivoglio.

"Affermazioni quantomeno approssimative" da parte di tanti secondo l'Assessore a Palazzo d'Accursio con delega alla Sanità Luca Rizzo Nervo che sul suo profilo Facebook mette in primo piano "la sicurezza delle bambine, dei bambini e delle mamme".

L'Organizzazione Mondiale della Sanità fissa in 1000 parti/anno la soglia di sicurezza per le strutture ospedaliere con sale parto. Sotto, si dice, per volume di attività, si contempla un maggior rischio, specie dove non vi è la presenza di un'anestesista h 24 e di strutture capaci di accogliere tempestivamente eventuali complicanze (terapia intensiva), secondo l'assessore "l'accordo Stato-Regioni del 2010 si è dato l'obiettivo nel triennio successivo alla stipula (2010/2013) di avvicinarsi a questa soglia e comunque di stare, da subito, al di sopra di 500 parti/anno. L'Ospedale di Porretta Terme ha visto un inesorabile calo dei parti in questi anni. Nel 2012 sono stati 120. E questo non perchè le donne di quel distretto non rimangano incinta".

PARTI A PORRETTA. I dati del 2012 e del 2013 confermerebbero che  che la gran parte delle donne residenti nel distretto di Porretta non sceglie di partorire in quel Punto Nascita, preferendo partorire negli ospedali di Bologna. Nei primi undici mesi del 2013 il 75,3% delle donne residenti nel distretto di Porretta ha liberamente scelto di partorire all'Ospedale Maggiore e al Sant'Orsola. Solo il 22% ha partorito a Porretta. Cioè solo 78 donne su 357, residenti nel distretto di Porretta hanno deciso, nei primi undici mesi del 2013, di partorire a Porretta, pari a 7 parti al mese "Davanti a questi dati, scelte per la sicurezza delle donne appaiono obbligate, anche quando impopolari, fuori da ogni altra considerazione di tipo economico. anche il paragone con altre strutture regionali con dati sotto i 500 parti ancora aperti regge fino ad un certo punto perchè Porretta è indiscutibilmente la struttura fra queste più lontana da Ospedali che consentono la piena presa in carico di eventuali complicanze (leggi con terapia intensiva)".

Sarebbe prevista inoltre la presa in carico delle donne "attraverso un rafforzamento del percorso nascita a ulteriore e più completa garanzia. Dire poi che la scelta sul Punto Nascita è il primo passo di una scelta di depotenziamento dell'Ospedale di Porretta non trova conferma nei fatti: è stata infatti ampliata ad esempio l'attività chirurgica, anche attraverso la recente individuazione di un nuovo responsabile della Chirurgia. Insomma credo che la scelta nel merito sia motivata e le ragioni superino qualunque possibile e comprensibile disagio iniziale o addattamento al cambiamento. Credo altresì che sia necessario condividere un monitoraggio costante di questa scelta, organizzare una informazione capillare e dedicare un surplus di impegno per un pieno coinvolgimento degli operatori coinvolti, chiamati a cambiamenti rilevanti, nella convinzione che percorsi di condivisione e confronto, fuori da comunicazioni formali, consentano una migliore e non peggiore realizzazione di progetti complessi, come dimostra la storia anche della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria in questi anni".

LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE SIMONE CONTRO. Le parole di Rizzo Nervo non sono cadute nel vuoto: "Da assessore del comune che presto diventerà capoluogo metropolitano, le tue parole non mi hanno stupito più di tanto.Ma il fatto che una figura istituzionale difenda una scelta come il depotenziamento di un ospedale di montagna, distante piedi 60 chilometri da Bologna, motivandola con la sicurezza delle madri, è a dir poco discutibile", è la risposta sempre sulla bacheca Facebook di Rizzo Nervo dell'assessore al Comune di Porretta Simone Contro "se tu infatti avessi letto il progetto con cui nasce l'Ospedale Costa, sapresti che la sua messa in rete con l'hub di Bologna prevede una turnazione delle ostetriche tale per cui il famigerato numero di sicurezza di 500 parti é raggiunto e superato. Quindi, ti prego, smettiamola di parlare di questione di sicurezza e di numeri. Anche perché se la questione dei numeri fosse dirimente, alla base delle scelte politiche, in montagna non dovrebbe rimanere nulla. Dovreste chiudere ferrovie, scuole, persino le tubature del gas. Prendetevi le vostre responsabilità, per favore, e affermate con chiarezza che si accentra per risparmiare. Vi capiremmo di più. E ti garantisco, caro Luca, che fareste una gran più bella figura".
 

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