Sardine a Roma, stop da Bologna a Casapound: "Le piazze fanno gola, ma siamo antifascisti"

Il leader di Casapound non l'ha presa bene: "Noi andiamo dove ci pare, ma sia chiaro 'Bella Ciao' non la cantiamo"

Sardine a Bologna il 14 novembre

"Richiamato", o meglio dire "smentito", uno degli amministratori delle "Sardine" di Roma, Stephen Ogongo, che aveva dichiarato di "non mettere i paletti" alla manifestazione che si terrà il 14 dicembre nella capitale, in Piazza San Giovanni: "Chiunque vuol scendere in piazza è il benvenuto. Che sia di sinistra, di Forza Italia o di CasaPound", aveva detto in un'intervista, ma da Bologna, Andrea, Giulia, Mattia, Roberto, fondatori del movimento, mettono subito un freno: "Le piazze delle sardine si sono fin da subito dichiarate antifasciste e intendono rimanerlo. Nessuna apertura a CasaPound, né a Forza Nuova. Né ora né mai", hanno scritto in una nota sui social, parlando a nome di "tutte le sardine". 

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"Dal 14 novembre scorso (a Bologna - ndr) centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza proprio contro quei partiti che con le idee e il linguaggio dei gruppi neofascisti e neonazisti flirtano in maniera neanche troppo nascosta - sottolineano - Stephen Ogongo ha commesso un’ingenuità. Ci dispiace che il concetto di apertura delle piazze sia stato travisato e strumentalizzato, ma non stupisce. In questo momento le piazze fanno gola a molti, lo avevamo già detto e lo ripetiamo. Rammarica che questo fraintendimento sia cavalcato da più parti. Ma è giusto dare una risposta netta.
Le sardine sono antifasciste. Le sardine continueranno a riempire le piazze. Si decida da che parte stare. Noi lo abbiamo già fatto". 

CasaPound: "Ci saremo ma Bella Ciao non la cantiamo"

La posizione di Ogongo aveva trovato d'accordo il leader di Casapound Simone Di Stefano: "L'apertura del leader delle Sardine di Roma stupisce ma va nella direzione del dialogo e noi da sempre ci confrontiamo con tutti - aveva scritto - al momento le Sardine sinceramente mi sembrano un contenitore vuoto e manovrato dalla sinistra ma noi siamo pronti ad andare in piazza, senza bandiere, come abbiamo fatto per la manifestazione con Salvini, Berlusconi, Meloni, e porteremo le nostre idee. Ma sia chiarosardine-2-3 'Bella Ciao' non la cantiamo. In piazza San Giovanni - prosegue Di Stefano - noi possiamo portare le nostre idee su ius soli ma anche su casa e lavoro che dovrebbero essere temi cari alla sinistra. Magari qualcuna delle nostre idee può interessare alle Sardine...".

Di Stefano non ha preso bene però lo stop dei fondatori bolognesi: "Mi pare assurdo che un movimento già inizi con i diktat di leader e poi questi leader chi li ha nominati? Sono stati eletti democraticamente da un consesso di sardine?". Ha replicato Di Stefano parlando ad Adnkronos "saremo invisibili, senza bandiere. Tanti dei nostri saranno là, noi andiamo dove ci pare, come abbiamo sempre fatto, per portare le nostre idee", sottolinea Di Stefano. "E' un movimento interessante, non è che quattro persone decidono per un movimento che vuole essere di popolo, spontaneo e libero - osserva Di Stefano - Noi, comunque, ci andremo anche sulla base delle parole di Ogongo. Sono convinto che nessuno di noi sarà allontanato con la forza da una piazza libera e democratica".

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