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40 detenuti come volontari per ricostruzioni post-sisma

Per l'assessore Marzocchi potrebbe essere un buon precedente: la proposta del ministro della giustizia Paola Severino arriva a Bologna. Ora verifiche per le autorizzazioni

Redazione 5 luglio 2012
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Piena adesione da parte dei Comitati locali delle carceri delle quattro province interessate dal sisma ad accogliere la disponibilità di circa 40 detenuti a svolgere attività di volontariato in aiuto alle zone terremotate. Questo è il risultato della ricognizione svolta dagli assessori alle politiche sociali di Ferrara, Reggio-Emilia, Modena e Bologna presentata oggi nel corso della riunione della Commissione regionale Area penale adulti, che si è svolta nel pomeriggio a Bologna.

LA FIRMA ENTRO LA FINE DEL MESE. Prende dunque corpo la proposta del ministro della giustizia Paola Severino con la firma, entro la fine di luglio, di un'intesa tra l’Amministrazione penitenziaria, la Regione e i Comuni interessati. Sarà l’assessorato alle politiche sociali della Regione Emilia-Romagna ad accompagnare il progetto che vedrà coinvolta anche la magistratura di sorveglianza. Toccherà a quest’ultima, infatti, verificare se ci siano i presupposti per la concessione del lavoro fuori dal carcere e, in sostanza, l’autorizzazione a svolgere l’attività di volontariato da parte dei detenuti, mettendo a frutto anche alcune delle professionalità particolarmente utili (come muratori, autisti, cuochi, geometri). L’esperienza si attuerà in piena integrazione con le altre attività di volontariato svolte per il sisma con la collaborazione dei Centri servizi per il volontariato e l’associazionismo locale.

POSITIVO TRASFORMARE I DETENUTI IN VOLONTARI OPERATIVI. L’assessore Marzocchi ha valutato positivamente “l’incedere dei lavori che dà occasione di sperimentare buone prassi da praticare anche per il futuro”. Luigi Pagano ha, infine, sottolineato: “L’iniziativa che sta per essere avviata si aggancia a una nuova formula di esecuzione penale esterna che trasforma i detenuti in volontari e si lega al protocollo che il ministro Severino ha firmato nei giorni scorsi con l’Anci. Un progetto di grande civiltà a rischi zero che permetterà alla cittadinanza di guardare i carcerati in modo diverso”.

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L’INCONTRO A ABOLOGNA. All’incontro di qualche ora fa erano presenti, oltre all’assessore regionale alle politiche sociali Teresa Marzocchi, Tazio Bianchi in sostituzione del vice capo del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria Luigi Pagano, gli assessori comunali alle politiche sociali Matteo Sassi di Reggio Emilia, per Ferrara il garante dei detenuti Marcello Mereghelli, Francesca Maletti di Modena e Amelia Frascaroli di Bologna. Presenti anche il presidente del Tribunale di sorveglianza di Bologna Francesco Maisto e il commissario del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria Vincenzo Lo Cascio.
 

Amelia Frascaroli
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1 Commenti

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  • Avatar di Patrick MaJ

    Patrick MaJ "M.ND.S.P.I."
    "F.U.L."

    .....da praticare anche per il futuro?
    Vorremo vedere, conoscere, le procedure, i limiti degli eventuali interventi dei carcerati, le modalità, (ad esempio se si tratterà sempre e comunque di volontariato), quali tipologie d' incarichi e soprattutto i benefici generali.
    Risulterà opera di vera e propria prestazione lavorativa e/o professionale?
    Ribadiamo, saranno utilizzati esclusivamente in qualità di volontari? E per quali tipologie d' intervento? Privatistico o esclusivamente pubblico?

    Come vedete sono tantissime le domande che ci si pone e penso si pongano le famiglie dei carcerati. Facciamo attenzione e ci interessiamo al progetto, con l' intento specifico di tutelare fin da subito i cittadini che al momento e in futuro si trovano/troveranno in custodia cautelare.

    I livelli di attenzione, quindi, sono altissimi e lo saranno sempre.

    Patrick

    il 6 luglio del 2012