Terremoto Ronchi: “regia e indirizzi al sindaco e alla Giunta, contenuti alle strutture

Dopo l'intervista rilasciata a Repubblica in cui definisce il sistema cultura "anarchico e confuso" le reazioni della cultura. Gian Mario Anselmi: "Grave e banale sulla questione piccole biblioteche"

Prima uscita pubblica per il neo-assessore alla cultura Alberto Ronchi che alla presentazione del programma estivo del Teatro Arena del Sole, dopo le dichiarazioni di un’intervista che ha sollevato non poche reazioni e polemiche, enuncia i suoi obiettivi e fa luce sulle emergenze cittadine. Determinato nel fare fronte alla crisi che ha investito anche il settore dice: "Voglio mettere un po' d'ordine, lavorerò in controtendenza rispetto ai miei predecessori. Bologna, come capoluogo di regione, può diventare il riferimento per le politiche culturali nazionali".

"Eventuali trasformazioni di Nuova Scena non possono comportare un suo assorbimento all'interno di altre realtà" – dice, e il riferimento va all’ipotesi di unire Arena del Sole ed Emilia Romagna Teatro in una nuova forma di teatro stabile regionale che aiuti anche il Duse. Ma i toni che aveva usato nel rispondere alle domande dell’intervista riecheggiano ancora nell’aria e se Merola sceglie di non commentare, i suoi collaboratori lasciano trapelare un po' di disagio per il "ciclone Ronchi".

LE CRITICHE DI RONCHI. Ronchi ribadisce le critiche mosse al museo Mambo sulla limitazione degli ingressi alle inaugurazioni e dice: "Regia e indirizzi spettano al sindaco e alla giunta comunale, mentre alle strutture spetta realizzare i contenuti. Conferma di non avere alcuna intenzione di cambiare i vertici di questa istituzione, così come sulla Cineteca conferma la necessità di trasformarla in fondazione, "per non perdere fette importanti della sua attività" e chiama in causa il collega Massimo Mezzetti.

LE REAZIONI. Le dichiarazioni di Ronchi scatenano reazioni fra gli operatori del settore cultura (addirittura del Sovrintendente del Teatro Regio di Parma Mauro Meli) e Gian Mario Anselmi definisce "gravissima" l'affermazione dell'assessore sull'inutilità di avere altre biblioteche più piccole vicino alla Sala Borsa e “Banale, il pensiero di risolvere così il problema. Tra l'altro, per tenere aperta di più Sala Borsa servono almeno 300-400mila euro". Da Fabio Roversi Monaco ancora nessun commento. “È vero che manca un coordinamento - dice il presidente dell'Istituzione Musei Eugenio Riccomini - servirebbe uno statuto nero su bianco che stabilisca bene chi fa cosa. Sul futuro del Teatro Comunale: “Mi sembra molto interessante che il sovrintendente Ernani abbia scelto come direttore artistico Nicola Sani, con cui si possono trovare molti punti di sintonia. Assieme alla Regione bisogna aprire una vertenza molto seria nei confronti dello Stato: non può, da socio fondatore del Teatro Comunale, ridurre allo stremo la fondazione lirica e poi finanziare il festival Verdi di Parma, perché lì c’è una giunta di centro destra. Non possono strozzare gli enti locali e poi prenderli anche in giro”.
 

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