Terremoto, Napolitano sui luoghi del sisma: 'Lo Stato è qui'

Per il Capo dello Stato ora istituzioni locali e Governo devono mostrare "impegno comune e non uno scarico di responsabilità, una volontà di corretta divisione dei compiti e dei ruoli". Firmato patto di stabilità, Errani: "Ora siamo pronti a ripartire"

Torna a Bologna il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Questa volta non si tratta di ricevere un riconoscimento, come accaduto appena qualche mese fa. Questa volta il capo dello Stato è giunto a toccare con mano i danni apportati nel nostro territorio dall'eccezionale terremoto di questi giorni.
Morte e distruzione. Voglia di ripartire. Napolitano con la sua presenza ha voluto mostrare la vicinanza dello Stato alla cittadinanza colpita:" Lo Stato è qui", -  ha sottolineato- "Sono qui per vedere ed ascoltare e riferirò al governo".

"Abbiamo innanzitutto delle vittime da piangere, e non sono poche, hanno pagato con la vita certe circostanze. Essere schiacciati dalle mura del luogo dove si lavora è spettacolo che ferisce. E' un problema che dobbiamo affrontare". Così ha esordito il Presidente all'incontro tenutosi in mattinata nella sede della Regione con i presidenti di Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto oltre ai sei presidenti delle Province colpite, sindaci e altri rappresentanti delle Istituzioni. Dopo l'incontro per Napolitano passaggio  in Prefettura e poi visita in alcuni paesi colpiti dal sisma, tra cui Crevalcore, la realtà del capoluogo felsineo più provata.
Il Capo dello stato ha poi spostato l'attenzione sul piano di sicurezza nazionale, ammonendo: 'va rivisto', sottolineando che bisogna "ricalibrare" la mappa del rischio sismico in Italia.
Ieri stesso Napolitano ha firmato il decreto per le zone terremotate "ad occhi chiusi - ha dichiarato - ma guardandolo oggi mi pare proprio che rappresenti una buona risposta" all'emergenza. Soddisfatto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani. "E' una bella notizia, che ci consente di partire con i lavori".
Quello della ricostruzione, come ricorda Napolitano, è "un pensiero ed un assillo", ma "c'é un limite alla generosità" dei sindaci dei comuni colpiti dal sisma. "Non possono fare tutto loro, alla ricostruzione ci deve pensare lo Stato".
Le istituzioni locali infatti, secondo il capo dello Stato, devono ora mostrare "l'impegno comune e non uno scarico di responsabilità, una volontà di corretta divisione dei compiti e dei ruoli. Servono oggi le prove, da parte vostra, di senso di coesione, di responsabilità e di slancio comune".

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COME COMPORTARSI. Semplice regole comportamentali e accorgimenti da seguire, a volte possono anche salvare la vita durante eventi sismici di particolare rilevanza. La Protezione civile stila un decalogo su cosa fare e non fare prima, dopo, durante le scosse di terremoto. E allerta: "La maggioranza delle persone pensa che le vittime di un terremoto siano provocate dal crollo degli edifici. In realtà, molte delle vittime sono ferite da oggetti che si rompono o cadono su di loro, come televisori, quadri, specchi, controsoffitti."

SCIACALLI. Ai disastri della natura, come se non bastasse, in queste ore si aggiunge la mano dell'uomo ad aggravare la situazione: nelle zone terremotate si fa stringente l'allarme sciacalli e mitomani, che spacciandosi per uomini della Protezioni civile allertano su imminenti scosse per far evacuare edifici. Una vera e propria psicosi collettiva è scaturita dall'annuncio - infondato - dell'arrivo imminente di un 'Big one', un sisma distruttivo. Ma i sismologi continuano a ribadire: 'Impossibile prevedere con precisioni quello che accadrà. Fin quando ci saranno scosse e di che entità si presenteranno'. Quindi allertano di diffidare di chi fa ipotesi certe, anche se possono pronosticare che in zona dovremmo aspettarci nuovi tremolii per 'le prossime settimane, forse mesi'.











 

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