Regali di Natale, i giocattoli in cima alla lista dei prodotti pericolosi: gli obblighi delle aziende

La sicurezza dei giocattoli è disciplinata da una direttiva europea a cui le aziende devono conformarsi. L’Italia importa il 47,9% di giocattoli dalla Cina, mentre genera un export di circa 400 milioni di euro. L’Emilia Romagna è la seconda regione italiana per concentrazione di aziende del comparto.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

È tempo di regali di Natale e in vista delle festività gli articoli più acquistati sono solitamente i giocattoli. I regali per i bambini possono però rivelarsi tra i più insicuri e pericolosi, con giustificate preoccupazione per genitori e consumatori. I giocattoli risultano infatti la categoria di prodotto maggiormente segnalata come pericolosa alle frontiere dei Paesi UE, secondo le statistiche del Rapid Alert System - Safety Gate della Commissione Europea, la piattaforma che consente ai Paesi membri di condividere informazioni sui prodotti non alimentari pericolosi e di attuare misure appropriate. Nei primi 9 mesi del 2019 le segnalazioni di giocattoli pericolosi sono state 461 su 1607 totali, pari al 28,6%, di cui 22 dalle autorità italiane. Oltre l’85% degli alert lanciati riguardano prodotti provenienti dalla Cina. Alle segnalazioni sono seguite da inizio anno 259 azioni di divieto vendite, ritiro, richiamo o rifiuto dell’importazione da parte delle autorità doganali. I principali rischi riferiti ai giocattoli sono il rischio chimico e di soffocamento. I dati 2019 confermano le statistiche del 2018, anche l’anno scorso infatti i giocattoli sono risultati la categoria di prodotto maggiormente segnalata come pericolosa, con il 31% delle segnalazioni. A livello comunitario, la sicurezza dei giocattoli e le norme sulla loro libera circolazione sono disciplinate dalla Direttiva 2009/48/CE. Il provvedimento pone particolare attenzione all’uso di sostanze pericolose e allergeniche, anche in riferimento ai prodotti chimici, al rumore e ai pericoli di soffocamento, al fine di garantire un elevato livello di protezione dei bambini e prevenire gli incidenti. La direttiva definisce gli obblighi che produttori, importatori e distributori di giocattoli devono rispettare già nella fase di importazione nell’UE. Zeno Poggi, Presidente di ZPC Srl, società di Verona che assiste le aziende nella gestione del commercio internazionale, sottolinea: “il soggetto che importa e immette in consumo il giocattolo deve verificare che il fabbricante estero abbia eseguito la valutazione di sicurezza e adottato sistemi e procedure per assicurare il rispetto di tutti gli obblighi della Direttiva. Inoltre, deve essere in grado di rendere disponibile la documentazione tecnica in una lingua di facile comprensione per le autorità del Paese di immissione in consumo del prodotto, provvedere a tutti gli aspetti di etichettatura e a tutti gli elementi di informazione al consumatore imposti dalle leggi, emettere la dichiarazione CE e verificare che il fabbricante abbia apposto la marcatura CE”. Il ministero della salute indica 10 regole per tutelari i bambini. Oltre all’attenzione alla marcatura CE, scegliere giocattoli elettrici a batteria, rispettare la fascia di età indicata sulla confezione, prestare attenzione ai materiali usati, evitare giocattoli contraffatti e con bordi o punte taglienti, verificare che gli ingranaggi dei giocattoli meccanici siano protetti e non accessibili al bambino, le armi-giocattolo devo usare solo proiettili forniti dal produttore, tende e casette in tela devono avere un’uscita facilmente apribile dall’interno, verificare che la confezione abbia istruzioni in italiano. Il principale fornitore di giocattoli dell’Italia è la Cina, con una quota del 47,9%, superiore al 12,5% della Francia, l’11,9% della Repubblica Ceca, il 7% della Germania (dati riferiti al 2017, fonte Confartigianato). L’Italia esporta giocattoli per 396 milioni di euro, principalmente in Francia con il 19% dell’export, Germania con il 14,2% e Spagna con il 9,4%. Tra i Paesi extra UE i principali mercati sono Stati Uniti (2,8%), Messico (2,7%) e Russia (2,5%). Il comparto italiano del giocattolo genera un giro d’affari di circa a 1,8 miliardi di euro e conta circa 700 aziende. Da un punto di vista territoriale, il 60% delle aziende è concentrata nelle regioni settentrionali: il 33,6% nel Nord-Ovest e il 23,5% nel Nord-Est. La Lombardia è la regione con la più alta densità di imprese con circa il 22,7%, seguita dall’Emilia-Romagna con il 10,5% e il Veneto con il 10,1% (fonte iCRIBIS).

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