Cambio di stagione e ora legale, la neurologa: evitare i fastidi curando il sonno

L'INTERVISTA. Federica Provini, neurologa del Centro per lo studio del Sonno dell'ISNB: "Il nostro è un mondo troppo illuminato. Cominciamo con l'evitare di portarci a letto smartphone e tablet"

L'arrivo dell'autunno, il cambio di stagione, il calo delle temperature, il passaggio dall'ora solare all'ora legale e gli alimenti che mutano: tutti fattori che possono metterci alla prova, far comparire ansia e stanchezza, calo dell'attenzione e sonnolenza, disturbi del sonno e malessere generale.

Questo è effettivamente un momento un po' delicato per il nostro organismo e ne abbiamo parlato con Federica Provini, neurologa del Centro per lo studio del Sonno dell'ISNB (IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna): «Premessa fondamentale: in linea generale viviamo tutti un po' troppo di corsa e il cambio di stagione è un tema trasversale. Certo è che la diminuzione delle ore di luce e il cambio dell'ora ci impongono un brusco reset, con l'ora legale che assume la valenza di un jet lag»

«Bisogna sincronizzare i propri ritmi»

«Il vero problema - spiega Provini - è la privazionie di sonno per delle cattive abitudini che assumiamo. Per molti pare che dormire sia una perdita di tempo e che sia necessario essere a contatto con il mondo sempre. E infatti quello in cui ci troviamo e una sorta di stato di allarme: siamo un pianeta troppo illuminato da luce artificiale (compresi i telefoni e i tablet) e ciò danneggia la produzione di melatonina, che è l'ormone che viene sintetizzato al buio. Non solo: con lo smartphone in mano proma di dormire o sotto il cuscino durante la notte il sonno diventa di cattiva qualità con ripercussioni sul nostro stato e la nostra salute». 

Sonnolenza, stanchezza, irritabilità, tristezza...tutti segnali che possono essere ricondotti a un cattivo riposo. Dalla registrazione del sonno spesso si comprendono tante cose e si trova la chiave di alcuni malesseri, più acuti in alcuni periodi dell'anno: «Il riposo è fondamentale. Un adulto sano dovrebbe dormire per una media di 8 ore per notte, ma poi c'è chi sta bene anche con solo 4/5 ore di sonno: ci sono insomma brevi dormitori e lunghi dormitori. Consigli? Tenere dei ritmi che siano quelli, adottare una routine sana che includa anche dell'attività fisica fatta nel momento giusto, per esempio la mattina prima di ingranare (mai la sera prima di dormire perchè è attivante!). Evitare di addormentarsi guardando il cellulare o con la tv accesa, scegliere piuttosto il proprio modo di rillassarsi, sia una musica dolce o un libro piuttosto noioso che concili il sonno». 

Da ricordare: 

«Luce vuol dire veglia e buio vuol dire sonno»

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