Dal robot che sanguina alle protesi stampate in 3D: le novità di Exposanità

Sono alcune delle più curiose innovazioni in campo medico presentate in questi giorni a Exposanita' 2018

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Come un paziente vero, magari appena arrivato in Pronto soccorso dopo un incidente. Solo che è un manichino robot, o meglio un simulatore, curato nei minimi dettagli perché l'addestramento dei medici sia il più realistico possibile, anche ricreando situazioni estreme. Si chiama 'SimMan 3G', prodotto dalla multinazionale Laerdal in collaborazione con la svedese Mentice, presentato a Exposanità a Bologna. Si tratta del "simulatore paziente con le caratteristiche più vicine all'essere umano", spiega Novella Callero, general manager di Laerdal Italia, che ha sede a Bologna.

Il simulatore interagisce come un vero paziente. Respira, a meno che non venga simulato un arresto cardio-respiratorio, piange, suda, vomita, sanguina, riconosce i farmaci. Addirittura può diventare cianotico, simulare spasmi e convulsioni, lamentarsi e urlare di dolore. "L'unica differenza è che la pelle è fredda al tatto", sottolinea Callero. Comandato tramite un computer, il robot può essere programmato per ricreare qualsiasi condizione critica, appunto per formare e addestrare le equipe mediche anche in situazioni estreme, non solo nei centri di simulazione ma anche negli ospedali, utilizzando così gli stessi macchinari e strumenti di tutti i giorni.

L'ospedale Maggiore di Bologna, ad esempio, è dotato di uno di questi simulatori. In questo modo, spiega Callero, "si possono ridurre al minimo gli errori" di manovra sui pazienti. A disposizione ci sono diversi modelli, per ricreare le varie possibilità di intervento: oltre all'uomo, c'è anche il simulatore donna, donna incinta e neonato, anche prematuro.

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