Meningite fulminante uccide bimbo. "Pochi i casi, alto rischio per i più piccoli"

L'assessore Venturi sul caso del piccolo David: "Era vaccinato ma non aveva la vaccinazione per quel tipo di meningite, che noi offriamo. Dobbiamo serrare le fila ed essere più convincenti con i genitori"

«Intanto specifichiamo che i casi di meningite sono fortunatamente pochi e rari, che non tutti sono della stessa natura e che nella forma fulminante (quella che ha colpito e portato alla morte un bimbo di soli due anni) i numeri sono ancora più ridotti» il chiarimento lo fa il direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica Ausl di Bologna Paolo Pandolfi dopo i casi del piccolo David, deceduto qualche giorno fa per un caso di meningite B, e di una bimba ricoverata e poi dimessa per batterio. Entrambi i bimbi non erano stati vaccinati, almeno per quel preciso ceppo. 

E a proposito di vaccini, Pandolfi precisa che "Il vaccino è fondamentale. I picchi di questa malattia si concentrano su individui molto piccoli, intorno all'anno di vita e poi nell'età adolescenziale. Se vaccinati questi bambini non avrebbero avuto problemi. I sintomi sono la febbre alta, difficoltà ad avere piena coscienza e la presenza di petecchie nella zona della nuca". 

Un commento sull'importanza del vaccino arriva anche dall'assessore alla Sanita' dell'Emilia-Romagna, Sergio Venturi: "La sepsi puo' arrivare in poche ore ed e' improvvisa. So che l'azienda ha già fatto tutte le relazioni del caso e naturalmente chi di dovere valuterà. Io posso solo fare una raccomandazione: a quell'eta' bisogna fare tutti i vaccini possibili". 

"Il bambino era sì vaccinato - sottolinea Venturi - ma non aveva la vaccinazione per quel tipo di meningite, che noi offriamo. Io credo che anche qui dobbiamo serrare le fila ed essere piu' convincenti con i genitori. Quella 0-4 anni e' un'eta' in cui dobbiamo fare tutti i vaccini possibili, a cominciare da quelli sulla meningite, perche' quella settica in particolare e' una malattia imprevedibile e puo' condurre alla morte in poche ore". Quanto al caso specifico, aggiunge l'assessore, "c'e' chi ci sta lavorando. Io sono semplicemente solidale con il dolore che puo' avere una famiglia in un caso del genere". 

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