Nato il primo bambino al mondo grazie a trapianto di utero tra gemelle: 'Emozione fortissima'

Un percorso non semplice, ma che ha permesso di diventare madre ad una donna nata senza utero e "che fino a 5 anni fa non avrebbe mai sognato di poter vivere un'emozione come quella di oggi"

Il Professor Mats Brännström

E' nato stamattina al Sant'Orsola di Bologna, pesa poco meno di 3 kg e gode di ottima salute. Come la neo mamma. Parliamo del primo bimbo al mondo nato grazie a un trapianto di utero tra due sorelle gemelle omozigoti. Protagoniste sono una 38enne serba residente in Italia e la gemella omozigote, che ha deciso di donarle il proprio utero. 

"Un emozione fortissima per i genitori, ma anche per noi medici. Siamo sicuri che queste persone ci porteranno sempre nel cuore". Così parla l'equipe medica, che ha seguito il complesso iter per consentire ad una donna, nata senza utero a causa di una malformazione congenita, di esaudire il sogno di una vita: poter essere anche lei madre.

L'intervento raccontato dai medici - VIDEO

Un percorso descritto come "emotivamente non semplice", e anche dispendioso (si parla di 50 mila euro, senza contare le spese per la parte ostetrica), ma che - rimarcano i medici - "ha permesso di diventare mamma ad una donna nata senza utero, che fino a 5 anni fa non avrebbe mai nemmeno sognato di poter vivere un'emozione come quella di oggi".

Trapianto, poi il trattamento di procreazione assistita

Alla base della vicenda c'è un grande atto di amore, concretizzatosi grazie anche al contributo di un team di medici internazionale composto da professionisti di fama mondiale. Il trapianto è stata eseguito dall’equipe medica svedese del Professor Mats Brännström, Direttore della Clinica Stockholm IVF ( Gruppo Eugin) e pioniere della tecnica del trapianto di utero, presso la Clinica Universitaria Pediatrica di Belgrado diretta dal Professor Zoran Radojicic nel mese di Marzo 2017. All’intervento hanno preso parte anche il Dottor Milan Milenkovic, il Dottore Mirorslav Djordjevic e il Professor Stefan Tullius, Direttore della Divisione Trapianti del Brigham and Women’s Hospital presso la Harvard Medical School.

L’espianto è durato 10 ore, il trapianto 5 ore. "Per un totale di 15 ore di complessa procedura chirurgica - spiega i medici, aggiungendo che "il decorso è stato regolare e privo di complicazioni per entrambe le pazienti". 
E’ stato poi effettuato un trattamento di procreazione assistita presso la Stockholm IVF con un embrione crioconservato della coppia che ha dato origine alla gravidanza. 
 
Per tutta la durata della gestazione, che ha avuto un regolare decorso, la paziente è stata seguita dal Dottor Luca Gianaroli, Direttore Scientifico del S.I.S.Me.R. di Bologna, il centro di ricerca per la fecondazione assistita scelto espressamente dal Professor Brännström per la professionalità e l’esperienza dell’équipe medica.  

Stamane il lieto evento

Il parto cesareo ha avuto luogo questa mattina presso il Policlinico S. Orsola di Bologna ed è stato eseguito da un’equipe internazionale. "La procedura si è svolta in modo regolare e ha portato alla nascita di un bambino del peso di 2970 gr. Le condizioni cliniche del neonato e della madre sono buone", rassicura l'equipe medica.  

40 tentativi di trapianto, 12 nascite nel mondo

Il programma di trapianti di utero coordinato dal Professor Brännström è stato avviato nel 2013 e ad oggi sono state eseguite nove procedure che hanno portato alla nascita di otto bambini e ad una gravidanza in corso. A livello mondiale sono stati eseguiti 40 tentativi di trapianto che hanno portato a 12 nascite, compresa quella odierna.

"Quella di oggi - evidenziano i medici - rappresenta il primo, e finora l’unico, caso al mondo di trapianto di utero tra gemelle omozigoti che, avendo identico patrimonio genetico rende non necessaria la terapia immunosoppressiva, che è invece indispensabile in tutti gli altri casi di trapianto. Si è potuto ottenere questo risultato grazie ad una sinergia tra gli specialisti dell’Università di Gothenburg (Svezia), di Stockholm IVF (Svezia), dell’Università di Belgrado (Serbia), dell’Università di Harvard (U.S.A) e di S.I.S.Me.R. (Italia)".  

"Oggi data da ricordare"

Il parto odierno coincide con il 40° anniversario della nascita della prima bambina concepita tramite fecondazione assistita e con il 60° anniversario della nascita del primo bambino da madre sottoposta a trapianto di rene, anche in quel caso donato dalla sorella gemella.  

 “Quella di oggi è una pietra miliare sia nel campo della medicina della riproduzione che in quello dei trapianti. – afferma Brannstrom – Questo successo si aggiunge a quelli già ottenuti nei trapianti madre-figlia in cui abbiamo una percentuale di bambini nati dell’85%” 
 
Il lieto fine su questa emezionante vicenda, come evidenzia il dottor Gianaroli, "è frutto della combinazione di alcune delle più sofisticate tecniche chirurgiche e delle importanti innovazioni tecnologiche nel campo della Procreazione Assistita, che oggi permettono di offrire soluzioni anche a casi di infertilità e sterilità fino ad ora considerati senza speranza, se non ricorrendo alla maternità surrogata, tecnica peraltro vietata in molti Paesi".

Oggi è insomma il giorno della gioia, per la nuova famiglia che si è formata. Ma forse è anche un po' l'inizio di una nuova speranza, per altre future famiglie.

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