Salute, ricerca Unibo: 'Integratore vitamina E può favorire il tumore alla prostata'

"Siamo esposti tutti i giorni a campagne pubblicitarie che promuovono prodotti di origine naturale come vere e proprie pillole magiche prive di rischi per la salute"

L'effetto antiossidante della vitamina E può arrivare a favorire meccanismi cancerogeni che portano al tumore alla prostata. Lo rivela un nuovo studio, guidato da ricercatori dell'Università di Bologna, che hanno portato avanti una serie di esperimenti sia in vitro che in vivo su ratti, dimostrando come la vitamina E sia in grado di indurre enzimi che facilitano la formazione di sostanze cancerogene e portano all'aumento dei radicali liberi, danneggiando così il Dna cellulare.

I risultati sono stati pubblicati su Scientific Reports, rivista del gruppo Nature, i ricercatori suggeriscono quindi di prestare attenzione all'utilizzo eccessivo di integratori con funzione antiossidante. "Siamo esposti tutti i giorni a campagne pubblicitarie che promuovono svariati prodotti di origine naturale come vere e proprie pillole magiche prive di rischi per la salute", spiega Moreno Paolini, professore dell'Università di Bologna che ha coordinato lo studio. "Purtroppo abbiamo però riscontrato che l'uso eccessivo di queste molecole può portare ad effetti dannosi: gli integratori possono essere fondamentali in particolari condizioni, ma è sempre bene consultare il proprio medico curante o uno specialista prima di iniziare ad assumerli". (dire)

Tumore alla prostata, da Unibo un nuovo test per la diagnosi precoce

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