Assistenti scolastici sul piede di guerra: "Lavoro non riconosciuto dopo anni di impegno"

La segretaria generale regionale Cisl Scuola: "Le norme impediscono la sostituzione del personale assente e dalle mancate risposte alle richieste di riapertura della mobilità professionale"

I preziosi assistenti scolastici amministrativi, tecnici e ausiliari (da qui l'acronimo ATA) sono sul piede di guerra. Starebbero vivendo un momento particolarmente duro e denunciano condizioni di lavoro insostenibili, oltre a un problema di fondo con un bando che non tiene in considerazione l'esperienza e la responsabilità di chi per anni ha svolto anche funzioni da direttore  (per colmare dei "buchi" di personale) senza che venissero adeguatamente retribuite.

Ecco perchè è stata organizzata a Bologna una giornata condivisa da Cgil, Cisl e Uil durante la quale, oltre a un incontro di una delegazione con il direttore ufficio scolastico regionale Emilia-Romagna Stefano Versari, c'è stata anche una affollata assemblea popolata da assistenti amministrativi intenzionati a mobilitarsi per far valere i propri diritti: «“Non sono più sostenibili le condizioni di lavoro del personale ATA, i cui organici scontano una cronica insufficienza aggravata dal progressivo sovraccarico di lavoro degli uffici di segreteria, dalle norme che impediscono la sostituzione del personale assente e dalle mancate risposte alle richieste di riapertura della mobilità professionale, tenuto conto della necessità di attivare percorsi di stabilizzazione degli assistenti amministrativi che per molti anni hanno svolto la funzione di DSGA (direttore servizi amministrativi)» ha sottolineato Monica Barbolini, segretaria generale regionale Cisl Scuola.

In sostanza, come si accennava prima, gli assistenti amministrativi che hanno svolto per oltre tre anni il ruolo di direttori amministrativi (perchè di direttori amministrativi nelle loro scuole non ce ne erano) con aumento di responsabilità, ma non pecuniario accederanno al bando come tutti gli altri, senza un minimo di riconoscimento: «Avevamo chiesto almeno di poter saltare la prova preselettiva, ma non ci è stato concesso - spiega Simone Saccari, segretario di Flc - o magari di dividerci in due diverse 'categorie'. Abbiamo tanto lavorato e adesso che verranno assegnati dei posti, non conta quello che abbiamo fatto per anni».

Parola ai lavoratori: Lidia, da 4 anni in una scuola del Savena

«Nella scuola dove lavoro da quattro anni, al quartiere Savena - spiega Lidia Magagnato, assistente amministrativa facente funzione - c'erano dei posti vacanti nella parte amministrativa e contabile e io ho dato la mia disponibilità, rinunciando a dei benefit e assumento maggiori responsabilità. Pensavo che questo sarebbe contato nel momento in cui venisse aperto un bando. Ma così pare non sia. Adesso, se le cose restano come sono, dovrò valutare l'opzione di andare via dalla mia scuola». Insomma il punto è chiaro e se nei prossimi mesi, dopo le richieste inviate al Ministero, non si smuoverò nulla, si vedrà se come preannunciato dai presenti all'assemblea, i lavoratori non accetteranno di firmare lasciando scoperti i loro ruoli. 

All'assemblea unitaria delle tre sigle confederali tenutasi nelle sale di via Milazzo, erano presenti Annamaria Santoro (della Segreteria nazionale Flc Cgil), Tina Cupani(della Segreteria nazionale Cisl Scuola) e Antonello Lacchei (della Segreteria nazionale Uil Scuola), segretari nazionali con delega al personale ATA.

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