Scuola, insetto nella 'pappa': "Può capitare, quando cibo è bio"

La vicensindaco con delega alla scuola Marilena Pillati precisa: "Trovati sei corpi estranei in 83 tonnellate di spinaci, in tre anni"

Su 83 tonnellate di spinaci biologici serviti nelle scuole di Bologna negli ultimi tre anni solo sei volte sono stati trovati corpi estranei. A riferirlo è Marilena Pillati, assessore all'Istruzione di Palazzo D'Accursio, rispondendo oggi in Consiglio comunale alla 5 stelle Elena Foresti sul recente caso avvenuto alle scuole Fantini, dove un'insegnante ha trovato un insetto in mezzo agli spinaci.

Un "episodio spiacevole", lo definisce oggi Pillati, che però "non è sintomo di problemi igienico-sanitari o di scarsa attenzione" nella preparazione dei pasti. Semmai, sottolinea l'assessore, usando prodotti bio "è più probabile che accadano questi ritrovamenti".

In ogni caso, fa capire Pillati, si tratta di numeri ridotti. Per quanto riguarda i soli spinaci, riferisce la vicesindaco, Ribò ha acquistato nel triennio 83 tonnellate di spinaci bio registrando solo sei casi di non conformità in tre anni. Il giorno del ritrovamento dell'insetto alle Fantini, su 722 chili di spinaci serviti nelle scuole bolognesi (circa 7.200 porzioni in tutto) "nessun altro problema è stato rilevato".

Nel suo rapporto su quell'episodio, Ribò non ha registrato "alcuna anomalia" nella produzione del pasto, così come il fornitore (AlmaVerde bio). Il prodotto, assicura Pillati, viene controllato più volte prima del confezionamento, anche manualmente dagli operatori. "L'insetto potrebbe essere sfuggito al controllo perché nascosto tra le foglie", spiega Pillati. In ogni caso, garantisce la vicesindaco, Ribò "ha inserito un'ulteriore fase di sgranatura e controllo" del prodotto.

l giorno del ritrovamento dell'insetto, poi, solo gli spinaci sono stati rimandati indietro, mentre il resto del pasto (compresa la merenda) è stato consumato. Quindi "anche quella giornata concorre al calcolo della tariffa" della mensa. Non soddisfatta Foresti, che invece aveva chiesto al Comune di esentare le famiglie dal pagamento del pasto. "E' stata una cosa poco piacevole- afferma la 5 stelle- per fortuna che è capitato nel piatto di un'insegnante e non di un bambino".
(San/ Dire)

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