Avventura alle elementari: bimbi col sacco a pelo per una "notte bianca" a scuola

Rientrare in classe alle 19.30 di venerdì sera con  zaini e sacco a pelo,  per partecipare alla prima "Notte Bianca" a scuola. È quello che hanno vissuto i 25 alunni della 4 C  della Scuola Pavese lo scorso fine settimana

L'esperienza emozionante di scoprire, torce alla mano, il parco della scuola in notturna e poi dormire tutti insieme in un sacco a pelo: l'hanno vissuta 23 alunni della scuola elementare Cesare Pavese grazie a un progetto educativo che ha lo scopo di riavvicinare i bambini al contatto con la natura, all’esperienza reale, emozionale, creativa con il mondo, attraverso attività condivise di esplorazione e scoperta dell’ambiente esterno a loro familiare, ma vissuto in un differente tempo extrascolastico.

L'hanno chiamata "Notte Bianca alla Scuola Pavese" e sono state quattro le coraggiose docenti che questo fine settimana hanno accompagnato i bimbi attraverso questa avventura emozionante: Chiara  Bertocchi, Sonia Zanotti, Daniela Cosenza ed Elisabetta Mastronardi. 

Dopo essere rientrati a scuola alle 19.30,ed aver consumato un succulento pic nic, hanno dato vita ad una mega caccia al tesoro, in notturna e con torce al seguito,  nel parco che circonda la scuola. Successivamente, ad attenderli in palestra, i sacchi a pelo. Sveglia all'alba....Non si può mica perdere il sorgere del sole tutti insieme.



La maestra Chiara Bertocchi spiega «L'originale esperienza rientra nel Progetto Outdoor Education, una rete nazionale che si occupa di scuola all'aperto. Questo per noi è il secondo anno di sperimentazione, dopo quello formativo per noi insegnanti. Sono progetti strutturati e trasversali che mettono insieme la sperimentazione al'aria aperta e una certa trasversalità di competenze che mette insieme scienze, matematica e tante altre materie...La classe, che si presta particolarmente, ha reagito benissimo all'esperienza nuova. E' stato un momento condiviso particolarmante bello, anche per l'incremento delle relazioni fra i bambini, inclusi quelli con problemi. Si sono dimostrati bimbi autonomi e competenti che cooperano fra di loro nell'attività di squadra».

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