Madonna di San Luca: storia, tradizioni e la 'discesa' dal colle

Storia, tradizioni, usanze e curiosità sulla Madonna che una volta all'anno scende dal colle

Bologna si prepara ad accogliere la Madonna di San Luca in città, o meglio, la Madonna che 'scende', come da tradizione a maggio. E ridendo e scherzando, in tanti si attendono pioggia, tuoni e fulmini. La storia infatti, vuole che l'icona della Madonna sia stata legata a questo evento climatico. Non a caso, si racconta che  nel 1630 ci fu una brutta epidemia e che i cittadini invocarano la pioggia per 'pulire'  tutto, ma questa arrivò solo quando la Madonna scede dal colle.

La Madonna di San Luca in città: il programma del 25 maggio

L'icona

L’icona della Madonna di San Luca, con tantissimi devoti tra i bolognesi, "scende" in città a maggio, il mese mariano, ma la sua prima "discesa" risale a qualche secolo fa.  Raffigura una Madonna con il Bambino secondo l'iconografia orientale di tipo odigitria, ossia "colei che indica la via", appellativo greco-bizantino diffuso a Costantinopoli, nei paesi di rito ortodosso e poi anche in Italia. Secondo la tradizione, icone di questo tipo sarebbero una copia di un dipinto eseguito dall'Evangelista Luca.

Realizzato con strati di pittura a tempera e foglia d'argento su tela di lino, poi applicata su una tavola di pioppo, a cui sono state aggiunte altre due tavole in olmo e castagno, la Vergine Indossa una veste rossa e un mantello verde listato di rosso, sulle spalle un velo bianco. Il bambino è raffigurato con una veste e un mantello rosso e ha la mano destra alzata, con le dita benedicenti. Recenti indagini radiografiche hanno rivelato l'esistenza di un precedente dipinto, sotto quello oggi visibile. L'immagine, a esclusione dei volti, è coperta da un frontale in argento.

Si ritiene che l'icona sia un'opera italiana del XIII secolo circa, mentre la scoperta di un dipinto sottostante farebbe anticipare al IX-X secolo la datazione della tavola per l'uso del colore indaco utilizzato per dipingere il manto della Madonna, molto utilizzato in Asia Minore e poco in Italia. La tavola potrebbe essere stata dipinta in ambito bizantino, portata in Italia intorno al periodo di fondazione della prima chiesa sul Colle della Guardia (1192), e in seguito ridipinta. 

Secondo il racconto, un pellegrino greco avrebbe portato dalla chiesa di Costantinopoli l'immagine dipinta da San Luca, donandola al vescovo bolognese Gerardo di Ghisa che l'avrebbe consegnata alle due eremite fondatrici del Santuario sul monte della Guardia.

La "discesa in città"

Il trasporto dell'immagine, durante le annuali discese in città, era affidato ai Padri Gesuati (ordine soppresso nel XVII secolo), mentre la Confraternita di Santa Maria della Morte ne aveva la responsabilità durante la sosta e ne organizzava gli spostamenti nelle chiese. Una curiosità, solo due volte non si svolse la processione, nel 1849 per l'occupazione del colle da parte degli Austriaci, e nel 1944, durante la seconda guerra mondiale. La Madonna di San Luca fu trasportata in città subito dopo la Liberazione, il 22 aprile 1945, dalle truppe polacche che per prime erano entrate a Bologna.

Il santuario di San Luca 

Si narra che una donna bolognese di buona famiglia chiese al pontefice di edificare un luogo di culto sul Monte della Guardia, nel 1193 quando, papa Celestino III inviò al vescovo di Bologna la prima pietra del nuovo edificio che viene interrata il 25 maggio del 1194, nacque così il primo monastero.

Nel 1741 iniziò la costruzione del santurario come lo vediamo ora. La costruzione fu più volte interrotta e durò circa diversi decenni. All'interno sono presenti dipinti della scuola bolognese, come Guido Reni, Giovanni Viani, Nicola Bertoni, Francesco Pavana. Dietro l’altare maggiore, l'icona è custodita, in una nicchia di marmo, l'icona della Beata Vergine. 

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