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Epifania della lotta in via Indipendenza

via Indipendenza · Bologna

Il rispetto dei diritti umani in Eritrea altro non è che un vecchio ricordo e una promessa non mantenuta. Questo il lamento dei molti intervenuti quest'oggi in via Indipendenza per manifestare il loro dissenso nei confronti delle nostre istituzioni. "Noi siamo rifugiati, lasciamo il nostro paese per fuggire da un dittatura violenta e criminale". Questa l'ingenua richiesta rivolta alla piazza: "perché non ci aiutate a combattere il nostro fascismo come avete fatto col vostro? Perché non ci insegnate?" Lamento colto da pochi. Forse credevano di trovare qualche coraggioso fra le fila degli spendaccioni di via Indipendenza; non so, qualche partigiano in sedia a rotelle forse. Per i presenti invece s'è trattato di un'epifania, non di una manifestazione: i curiosi accorrono come divertiti per la sorpresa del vedere dei "baluba qualsiasi" che si riuniscono e lottano per i propri diritti con l'osso al naso. C'è chi fa il verso, chi se la ride di gusto, chi crede che si tratti di uno scherzo. Gli unici ha riconoscere dignità al corteo sono i poliziotti (che pure fanno numero). Non ci fossero stati loro le persone sarebbero passate da un lato all'altro del corteo con in mano le buste della spesa. Inutile dire altro. Cito però Montanelli: "Per l'Italia non v'è nessun domani. Perché un paese che ignora il proprio ieri, di cui non sa assolutamente niente, nulla, e non si cura di sapere nulla, non può avere un domani".

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