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Era proprio un capotreno della Tper? No, non posso crederci!

Sono una persona che si muove con una carrozzina elettrica, limitato perciò nel fisico ma non nell’intelletto. Ieri mattina mi sono recato con un’altra persona alla fermata di Casalecchio Palasport della suburbana Bologna Vignola, con l’intenzione di prendere il treno delle 9.58 in direzione Bologna. All’arrivo del piccolo convoglio, un ATR 220 accessibile alle carrozzine mediante una semplice ribaltina manovrata manualmente dal capotreno, ci accostiamo alla portiera segnalata da apposito simbolo attendendo il capotreno stesso. Visto che costui tarda, premiamo il pulsante di apertura della porta per evitare che il treno parta lasciandoci in stazione. Solo dopo questa manovra vediamo uscire dalla cabina di guida un signore che si dirige verso di noi e, senza nemmeno salutarci, apre la ribaltina lasciandola cadere sulla pensilina. Purtroppo molti marciapiedi della Bologna Vignola sono ad altezze variabili e nel nostro caso, essendo il marciapiede più alto del treno, la ribaltina resta sollevata da terra di una decina di centimetri impedendomi l’accesso.  Conoscendo per esperienza questo problema, dico al signore che in altri casi è stato sufficiente che due persone salissero sui due bordi rialzati per abbassare col peso la ribaltina sfruttandone la flessibilità. La risposta, detta sgarbatamente, è stata che io non potevo entrare perché non avevo prenotato il treno. Prenotare un treno che prendo da anni e che non mi ha mai lasciato a terra? Dove sta scritto che devo prenotarlo? Questi non sono treni Trenitalia che necessitano di un apposito carrello elevatore per carrozzine. Questi sono treni Tper tutti accessibili di norma autonomamente o, tutt’al più, con un semplicissimo intervento del capotreno.

Per farla breve, chiedo a quello scorbutico signore i suoi dati per fare reclamo, sentendomi rispondere che non mi diceva un bel niente. Dopo qualche altro inutile tentativo di entrare, non ci è restato che attendere con pazienza il treno successivo delle 10,25.

Chiedo a Tper:

1-Quel signore era il capotreno?

2-Perché non aveva alcun segno distintivo sulla giacca?

3-Non aveva l’obbligo di identificarsi, essendo un pubblico ufficiale?

4-Devo fare causa a Tper per risarcimento danni o ci si può accordare amichevolmente?

5-Infine chiedo a Tper: non è il caso di fare un corso di educazione al personale per evitare casi di questo genere?

Alberto Coppini

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Commenti (1)

  • rompere le gambe a questa nullità, così magari capisce meglio le necessità delle persone disabili,e magari fare uguale anche al responsabile del servizio Tper che sarà come tanti uno scaldasedia senza le pal*e

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