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I sapori della tradizione francese aprono la rassegna “Sequenze di gola”

Via Rialto 19 · Centro Storico

Ieri sera, presso il Cinema Rialto, si è inaugurata la nuova edizione della rassegna cinematografica "Sequenze di gola", organizzata dalla professoressa Cristina Bragaglia, patrocinata dal Dipartimento SDE dell'Alma Mater e dal Circuito Cinema Bologna. In occasione della Festa della donna, è stato proiettato La cuoca del presidente, un film francese a carattere biografico del 2012 diretto da Christian Vincent; difatti il film si ispira alla storia vera della cuoca personale del presidente francese Mitterrand, Danièle Mazet-Delpeuch, la cui identità all'interno del racconto cinematografico viene trasposta in quella della protagonista, Hortense Laborie.

Grazie all'assenza di riferimenti storico-politici, l'elemento culinario è immerso in un ambiente ameno che permette alle tradizioni enogastronomiche di prevalere e intensificarsi man mano che il film va avanti. Dapprima, la richiesta del presidente era semplicemente quella di una cucina che fosse semplice e casalinga, poi ha esortato Hortense a utilizzare sapori e profumi che potessero riportargli alla memoria i ricordi d'infanzia (quasi fosse una madeleine proustiana "volontaria") e, infine, ha esclamato «Lei mi dia il meglio della Francia!»: una progressione che culmina con l'identificazione della nazione nel cibo. A supporto di tale teoria dell'identità nazionale che si trasforma in identità culinaria, i riferimenti al libro Elogio della cucina francese di Édouard Nignon sono centrali nel film.

Al di fuori della trama, è doveroso sottolineare come la figura del cuoco, dello chef (anche se Hortense non vuole farsi chiamare così) sia rivestita da una donna: Hortense, nelle avversità, è comunque una figura femminile forte, la cui presenza in quanto personaggio è consistente e che si arrende a causa di eventi che non la riguardano né dipendono da lei, bensì appartengono al campo della burocrazia.

Concludendo, vorrei elogiare la fotografia, affidata a Laurent Dailland: il contrasto climatico, ovvero tra il freddo delle terre australi-antartiche e il clima mite del centro di Parigi, è riscontrato anche nei colori; infatti nelle scene dedicate alla missione nell'isola i colori che prevalgono sono freddi o cupi, mentre nelle sequenze ambientate all'Eliseo l'atmosfera assume delle tonalità calde e chiare, aiutata probabilmente dalle raffinate presentazioni dei piatti.

La rassegna si è conclusa con il commento del film accompagnato dall'assaggio del vino Pignoletto dell'Azienda Agricola Tizzano, partner dell'iniziativa assieme a Emil Banca, Touring Club, Accademia Italiana della Cucina - Delegazione di Bologna, Accademia Nazionale d'Agricoltura, Italy Food Nest e City of Food is Bologna.

Ricordo ai lettori che la rassegna continuerà martedì 15 marzo, sempre presso il Cinema Rialto, alle ore 18:30 con la proiezione del docufilm Taste memory: la storia di Michael White.

di Martina Belcecchi

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